Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Area Expo, Garnero: “Senza accordo di vendita, via aperta all'esproprio”

La costruzione dei padiglioni di Expo potrebbe comportare l'espropriazione dei terreni privati, se non si raggiunge l'accordo con i proprietari. Il Pd: "idea curiosa". Ma mancherebbero i tempi

Se non si troverà un accordo sulla vendita delle aree dove verranno costruiti i padiglioni di Expo 2015 si potrà arrivare all'esproprio. E' la prospettiva presentata ieri dall'assessore provinciale all'Expo, Silvia Garnero. La Garnero ha relazionato alla commissione di Controllo e garanzia, paventando la possibilità di espropriare i terreni dei privati in mancanza di un accordo sulla vendita.

La proposta però ha fatto alzare il sopracciglio ai più. Il presidente della commissione, Enrico Marcora, ha detto che si tratta di una strada impraticabile "per una questione di tempi" e ha ipotizzato la convocazione in commissione del sindaco Moratti.

Dal canto suo, Palazzo Marino, darebbe il suo contributo alla manovra: "La variante urbanistica da approvare mediante l'accordo di programma promosso dal sindaco di Milano permetterà di dichiarare la pubblica utilità delle opere di allestimento del sito, quindi di avviare le procedure di esproprio", ha spiegato l'assessore Garnero.

Nessun vantaggio economico dall'esproprio - si è affrettata a concludere - perchè ai legittimi proprietari verrebbe versata "un'indennità pari al valore venale dell'area". Una prima stima dell'Agenzia delle Entrate ha calcolato che tutta la procedura avrà un costo di 175milioni di euro, una cifra che - secondo l'assessore - non si discorda molto dalle richieste dei proprietari.


Ironico, su tutta la faccenda, il Partito Democratico. Matteo Mauri, capogruppo del Pd ha dichiarato: "Non sapevamo che Podestà fosse d'accordo con l'esproprio proletario. Certo - ha aggiunto - regna una grande confusione sia sulle modalità dell'acquisto delle aree, sia sul loro futuro. Ci hanno detto che sull'area sorgerà la città del gusto, un orto planetario con le serre, una nuova Saxa Rubra, un grande parco, una zona residenziale. Per fare tutte queste cose bisognerebbe soppalcarla".

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