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Fallisce a Milano Porta Vittoria spa: "400 milioni di debiti"

Si tratta di una delle società riconducibile a Danilo Coppola, l'immobiliarista per il quale, nei giorni scorsi, è stato disposto il processo con rito immediato nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta

Porta Vittoria

La sezione fallimentare del Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento di Porta Vittoria spa, una delle società riconducibile a Danilo Coppola, l'immobiliarista per il quale, nei giorni scorsi, è stato disposto il processo con rito immediato nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte con al centro il dissesto della stessa società, del Gruppo Immobiliare 2004, ex gruppo Coppola, e di Mib Prima.

I giudici fallimentari hanno accolto la richiesta dei pm di Milano Mauro Clerici e Giordano Baggio, revocando il concordato preventivo a cui era stata ammessa Porta Vittoria spa e dichiarando il fallimento. Il passivo della società, titolare di un progetto di sviluppo immobiliare nell'area sud-est di Milano e mai portato a termine per problemi finanziari, da quanto si è saputo, è di circa 400 milioni di euro, riporta Ansa

Scrive il Sole24Ore sulla vicenda: 

Fine corsa quindi per l’imprenditore romano. Quella del concordato sul progetto immobiliare milanese di Porta Vittoria strappato da Coppola questa primavera è stata quindi una vittoria di Pirro. Più una sorta di presa di tempo per tenere lontani i creditori che un piano credibile per ultimare i lavori, procedere alle vendite e così ristorare la massa dei creditori in attesa del rientro dei loro esborsi. Lo si evince dai documenti in possesso de Il Sole24ore che dimostrano come il piano per concludere il progetto non fosse in realtà mai partito effettivamente. Per poter fare ripartire i lavori e completare l’opera (bonificando l’area attigua a quella già edificata) e dare il via alle vendite e con gli incassi pagare i creditori serviva una finanza ponte da 5,5 milioni. A denunciare il ritardo è stato il collegio dei tre curatori: della finanza ponte arrivano solo 2 milioni, anziché i 5,5 attesi. La ragione? Due le ipotesi. La prima: Porta Vittoria Spa non avrebbe fornito a Banca Arner tempestivamente le controgaranzie necessarie. La seconda: dopo l’arresto di Coppola il 25 maggio scorso, la banca svizzera si sarebbe elegantemente “sfilata” dall’affare. Non solo. A fine giugno la società non aveva ancora acquisito il possesso del cantiere e stipulato il contratto di appalto con la Cvl di Legnano.

E infine fatto ancor più grave, la società non ha mai fornito al Comune di Milano le garanzie fidejussorie per 12,5 milioni di euro a copertura delle opere standard del progetto. 

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