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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia

Farmacie lombarde sul piede di guerra contro i tagli

I rappresentanti provinciali di Federfarma hanno chiesto l'intervento del Governatore Formigoni per difendere le farmacie lombarde, attualmente in stato di agitazione per i tagli decisi dal ministro Tremonti

Le farmacie lombarde sono in protesta per via dei tagli previsti dalla nuova finanziaria. I presidenti provinciali di Federfarma, confermando lo stato di agitazione, chiedono un intervento immediato della Regione. "Noi non ci stiamo - scrivono in una nota - e chiediamo con forza al Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni di prendere una posizione decisa a difesa del sistema farmacia" .

"I risparmi non si possono fare sulla salute delle persone - prosegue la nota dei farmacisti - e gli interventi previsti non gravano solo sulle farmacie, ma sulla rete di assistenza sanitari territoriale che queste rappresentano". Il motivo che ha scatenato la protesta dei professionisti è il taglio previsto di 420 milioni di euro a carico delle sole farmacie comporterebbe, spiegano ancora: "necessariamente la riduzione di posti di lavoro e la chiusura di un numero considerevole di farmacie che non riuscirebbero più a far fronte agli impegni economici, a causa di una redditività sempre più ridotta. Le ripercussioni maggiori però si avrebbero per tutti i cittadini perché le farmacie si troverebbero nell'impossibilità di continuare a offrire gli attuali servizi per la salute, con particolare danno per le fasce più deboli degli anziani e dei malati cronici".

"Quelli previsti dal ministro Tremonti sono in realtà tagli strutturali che penalizzeranno per sempre le farmacie facendogli compiere un grosso passo
indietro - si legge a conclusione nella nota dei farmacisti - rispetto ai servizi sanitari che già offrono. Si tratta di una vera e propria inversione di marcia rispetto a quanto è stato stabilito dalla legge 69/2009 che trasforma le farmacie in presidi sanitari sul territorio, comportando anche un'importante possibilità di risparmio per il Servizio sanitario nazionale. Alle condizioni previste dalla manovra si andrà insomma nella direzione opposta alla tendenza moderna di rendere più capillari, attraverso le farmacie, molti servizi di tutela della salute pubblica perdendo così l'occasione di incidere su costi sociali sostanziali".

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