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Economia

Maxi frode nel commercio metalli: fatture inesistenti per 170 milioni

Sono dieci le persone indagate dalla Finanza milanese per una maxi frode che avrebbe portato alla fatturazione fittizia di lavori per 170 milioni di euro

La guardia di finanza di Milano sta notificando l'avviso di conclusione delle indagini nei confronti di 10 soggetti, indagati a vario titolo per reati fiscali, nell'ambito di una vasta frode internazionale realizzata nel settore del commercio di metalli attraverso l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 170 milioni di euro.

È stato, inoltre, operato il sequestro di alcuni conti correnti e di disponibilità patrimoniali per oltre 750mila euro. L'attività investigativa, svolta su delega del sostituto procuratore Mauro Clerici della Procura della Repubblica di Milano, spiegano i finanzieri, si è sviluppata attraverso la ricostruzione di flussi contabili e finanziari in ordine ai rapporti economici intercorsi tra società estere ed entità nazionali aventi sede in Lombardia.

In particolare, una società residente in un Paese dell'Unione Europea avrebbe ceduto, in regime di non imponibilità Iva, rilevanti quantitativi di metallo a società "cartiere" italiane, che, a loro volta, avrebbero venduto i predetti beni ai reali destinatari finali ubicati sul territorio nazionale.

Tale interposizione fittizia delle società cartiere, che non presentavano le dichiarazioni dei redditi ed omettevano il versamento dell'Iva, appropriandosi di quest'ultima, avrebbe permesso agli utilizzatori finali non solo di maturare un consistente credito d'imposta (per il quale era poi possibile chiedere il rimborso all'Erario), ma anche di praticare prezzi di mercato altamente competitivi, realizzando, così, concorrenza sleale nei confronti dei competitors.

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