Economia

Carte scoperte su Serravalle e Sea: il fondo di Gamberale mette 400 milioni sul piatto

Lo stesso giorno dell'asta andata a vuoto arriva la maxi-offerta di f2i, e le opposizioni si scatenano: "Tabacci si dimetta, ha mentito alla città e anche a Pisapia"

Esce allo scoperto il fondo f2i, di cui da molte settimane si parlava come del possibile acquirente di Serravalle (e Sea). E lo fa il giorno stesso in cui la seconda asta per Serravalle va a vuoto.

Un tempismo che ha fatto arrabbiare l'opposizione a Palazzo Marino. Solo qualche settimana fa, il sindaco Pisapia, intervenendo in consiglio comunale, aveva negato l'esistenza di trattative con f2i, presieduto da Vito Gaberale.

Difficile adesso pensare che davvero le trattative non esistessero. Carlo Masseroli vuole credere, almeno stando alle parole ufficiali, che il sindaco fosse tenuto all'oscuro: "Tabacci - scrive - ha mentito alla città e a Pisapia". Il centro-destra chiede le dimissioni dell'assessore al bilancio, e invita il sindaco a prendere posizione: "Pisapia decida se accodarsi agli affari di Tabacci con Gamberale o operare in trasparenza prendendo le distanze dal suo assessore".

Ma Giuliano Pisapia, alle prese con il difficile rispetto del patto di stabilità, sembra propenso a non respingere l'offerta di Gamberale. In una nota di Palazzo Marino si legge, oltre a un sunto dell'offerta di Gamberale, che è stata convocata una giunta per lunedì per "valutare le iniziative da assumere in relazione alla necessità di evitare la rottura del patto di stabilità da parte del comune di Milano".

E poiché il bilancio del comune, come si sa da tempo, è "appeso" a Serravalle e Sea, è probabile che l'operazione vada in porto. Ma come si articola l'offerta di f2i?

L'offerta è congiunta. Prevede un impegno complessivo di 400 milioni di euro per acquistare il 18,6% di Serravalle (la quota del comune) al valore di 145 milioni (esattamente la base della seconda asta) e il 20% di Sea attribuendole un valore pari a 8,82 volte l'ebitda (utlie prima di interessi passivi, imposte e ammortamenti) che sarà realizzato nel 2012.

Due sono ora gli ostacoli principali. Il primo è rappresentato da un emendamento (votato all'unanimità) alla delibera di salvaguardia del bilancio: prevede che (in caso di seconda asta Serravalle a vuoto) ogni futura decisione dovrà prima passare dal consiglio comunale. Quindi la giunta di lunedì, in teoria, non potrebbe decidere nulla.

Il secondo ostacolo è la sinistra radicale. Basilio Rizzo ha fatto capire di volerci vedere chiaro: "Su Sea abbiamo scelto in consiglio a favore di un azionariato diffuso e non di un socio forte. E vendere il 20% di Sea pregiudica la collocazione in Borsa, nonostante la giunta dica il contrario".

Rizzo si chiede anche perché il fondo di Gamberale non ha partecipato all'asta Serravalle ma ha offerto, lo stesso giorno, la stessa cifra. E si dichiara stupito del fatto che "non esistano istituzioni milanesi finanziarie disposte a mettersi in gioco per partecipare al bando Serravalle".

E' chiaro però che l'obiettivo del fondo non può essere soltanto un mero ingresso nel capitale delle due società. Alcuni ipotizzano che il vero "gol" di Vito Gamberale sia, in futuro, il controllo degli aeroporti milanesi, e che Serravalle sia per lui una merce di scambio per allargare in futuro la sua partecipazione negli aeroporti italiani. Gamberale, tra l'altro, controlla già lo scalo napoletano.

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