Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia Stazione Centrale / Piazza Duca d'Aosta

La vittoria dei lavoratori dell'hotel 5 stelle che dovevano 'autolicenziarsi'

Messi alla porta a luglio scorso, i lavoratori del Gallia oggi sono stati riassunti

Alla fine hanno vinto loro. Hanno tenuto duro e hanno riconquistato quello che gli spettava. Dopo una "battaglia" durata un anno, tra picchetti, manifestazioni e proteste, si è risolta la vertenza dei lavoratori degli appalti dell'Hotel Excelsior Gallia di Milano, l'albergo 5 stelle che si trova a due passi dalla stazione. 

La "bomba" era esplosa a luglio scorso, quando - come ricostruito dai sindacati Cub e Si Cobas - "la società HoGroup, che gestiva l’appalto, aveva chiesto ai lavoratori di sottoscrivere una conciliazione per autolicenziarsi, promettendogli un 'futuro' pagamento del Tfr e l’accesso alla Naspi". Così, in piena pandemia, donne e uomini si erano ritrovati senza un lavoro e senza un futuro perché - stando al racconto delle sigle - ad agosto "il Gallia affidava la gestione della riapertura ad una azienda, la KeepUp, che si serviva di personale esterno, non richiamando al lavoro gli aventi diritto".

A quel punto erano iniziate le mobilitazioni e le denunce dei lavoratori, che più volte in questi mesi si sono riuniti fuori dalla Prefettura e sotto il "loro" albergo. A gennaio 2021 l'appalto per i servizi di pulizia e facchinaggio è poi passato alla ditta Papalini, che ancora oggi si occupa dei lavori nell'hotel.

Ed ecco che a metà luglio è arrivata la svolta: i lavoratori - hanno annunciato Cub e Si Cobas -" sono stati riassunti dall’azienda a cui è stato affidato l'appalto per i prossimi tre anni". A tutti "verranno riconosciute le condizioni contrattuali ed economiche precedenti, mantenendo il tempo indeterminato, i livelli e i parametri contrattuali, con armonizzazione migliorativa al contratto collettivo nazionale dell’industria turistica". 

L'attenzione, hanno promesso le sigle, resta comunque alta perché la vertenza dei lavoratori del Gallia è la "lotta simbolo dei lavoratori di un settore messo completamente in ginocchio dal covid, in cui le operazioni di espulsione della forza lavoro erano già iniziate nonostante il blocco dei licenziamenti disposto dal governo, con cessazioni improvvise d’impresa e cambi d’appalto al ribasso e non trasparenti". Questa volta, però, hanno vinto i lavoratori. E la speranza dei sindacati è che "questa lotta possa essere d’esempio per i migliaia di lavoratori, non solo del settore, che oggi si trovano in situazioni di estrema crisi e precarietà". 

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