Hpv: occorrono più informazione a scuola ed una riduzione dei costi del vaccino

L’associazione Donne in rete onlus chiede una riduzione dei costi del vaccino ed un maggiore controllo delle informazioni presenti sul web

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Vaccini contro il papilloma virus anche per i maschi: è questo uno degli obiettivi della campagna di Donne in rete onlus "W - viva il vaccino", presentata a Milano, che si svilupperà, da ottobre a dicembre 2013, attraverso l'organizzazione e la promozione di momenti di approfondimento, diffusione e informazione su questi temi sul territorio lombardo affiancati dall'elaborazione di uno studio teorico specifico e mirato a cura del centro studi di Donne in rete onlus.

Alla presentazione della campagna "Viva il vaccino", tenutasi al Palazzo della Regione, alla presenza di specialisti dell'Ospedale Sacco di Milano come il Prof. Zuccotti, la dott.ssa Amelia Locatelli del centro Malattie trasmissibili sessualmente del S.Anna di Como, e del Vice presidente del consiglio Regionale della Regione Lombardia Sara Valmaggi, Donne in Rete onlus chiede una riduzione dei costi del vaccino, per permettere una più larga diffusione del vaccino stesso, in tal caso esteso anche ai bambini.

Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, almeno il 75% delle donne sessualmente attive si infetta nel corso della propria vita con un virus Hpv di qualunque tipo, e oltre il 50% con un tipo ad alto rischio tumore. A livello mondiale, la prevalenza delle infezioni da Hpv in donne asintomatiche varia dal 2% al 44%. Negli Stati Uniti, secondo uno studio pubblicato nel febbraio 2007, risulta positivo all'Hpv il 26,8% delle donne fra i 14 e i 59 anni, pari a 24,9 milioni di donne in tutto il Paese.

"Quello del Papilloma Virus è una problematica che coinvolge tutti, maschi e femmine, bambini e adulti - spiega Rosaria Iardino, Presidente Donne in Rete Onlus - Il nostro obiettivo è di sensibilizzare affinché scuole, associazioni e comuni sensibilizzino all'uso del vaccino, per tutte le età. E chiediamo alle istituzioni che tutte le regioni italiane si adoperino per estendere la vaccinazione al genere maschile. Nel 2000 con la prima dose sono state vaccinate in Lombardia 75 bambine, poi la seconda fase ha visto 72 piccole pazienti, mentre l'ultimo step solo 55 bambine. Nell'intero ciclo vaccinale sono stati persi un 20% di pazienti, pur spendendo soldi e risorse importanti".

"Le infezioni da hpv sono il 70% del totale di infezioni a trasmissione sessuale dichiarate - dichiara Amelia Locatelli, Responsabile Centro MTS Azienda Ospedale S.Anna di Como - In Italia la percentuale di infezione è aumentata negli ultimi dieci anni: da 600 a 800 casi per 100mila abitanti. Ma sono dati nazionali, proiezioni, non dati reali".

"Esistono pochi virus legati allo sviluppo dei tumori: l'hpv è uno di questi - precisa Gian Vincenzo Zuccotti, Direttore U.O. Pediatria dell'Ospedale Luigi Sacco di Milano - Eppure è importante farlo, dato che è considerato più pericoloso anche del fumo e dell'alcol. Sono necessarie informazione e prevenzione anche per l'uomo: per loro non esistono test di screening, e spesso ignorano anche la stessa malattia. Un'ultima precisazione: la vaccinazione da sola non basta, perché questa garantisce uno stato di salute pari al 75%".

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