Economia

I lavoratori immigrati? Sempre più spesso sono imprenditori

Il loro è un contributo all'economia italiana che non può passare inosservato. Non fanno solo lavori umili che i nostrani si rifiuterebbero di fare. Sono anche piccoli imprenditori. I dati di Istat, Bankitalia e Camera di Commercio

Non si può ignorare il contributo dei lavoratori immigrati all'economia. Lo straniero svolge lavori umili, lavori che spesso l'italiano rifiuta di fare; ma un fenomeno recente lo vede anche sempre più spesso diventare piccolo imprenditore indipendente.

  Nel 2009, a Milano, 21mila stranieri sono stati titolari di ditte individuali  


I più attivi, dalle ultime ricerche di Istat, Banca d'Italia, Camera di Commercio e Eurostat, paiono essere proprio coloro che lavorano in Lombardia, a Milano in particolare. Spinti forse dalla frenesia della grande metropoli e dall'aria d'industria, gli stacanovisti milanesi danno infatti un contributo al Pil che ammonta a ben 15 miliardi di euro annui.


Le cifre che interessano, invece, gli stranieri titolari di ditte individuali, vogliono che nel 2009, nella sola provincia di Milano, se ne contassero ben 21 mila, il 38% del totale lombardo, ed il 6,5% di quello italiano. Tra di essi, i più attivi provengono dall'Egitto, ma anche dalla Cina, dal Marocco e dalla Romania.


Numeri, questi, che non fanno bene solo all'integrazione, allontanando l'idea dell'immigrato criminale, del lavoratore sfruttato e sottopagato, ma che aiutano anche la crescita di industrie ed imprese. Si parla, infatti, di 3 miliari di beneficio, in termini di maggior fatturato per l'economia meneghina.


Eppure tra coloro che si spostano sul suolo italiano in cerca di impiego, la maggior parte non lo fa in cerca di fortuna. I più decidono di emigrare per aiutare i propri cari, lasciati nel paese d'origine. Ogni anno 900 milioni di euro vengono, infatti, inviati a casa come rimesse; le tappe principali: Filippine, Cina, Perù, Romania ed Ecuador, ma anche i cosiddetti paesi in via di sviluppo. A questi giungono ben 655 milioni, circa il 76 % del totale delle rimesse. Ed è grazie a questa percentuale che oggi chi lavora a Milano mantiene circa un milione e mezzo di persone tra familiari ed amici; un contributo importante che fa del lavoro prodotto in Italia uno strumento per garantire alle proprie famiglie condizioni di vita sempre più dignitose.

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