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Inchieste sull'urbanistica, per Sala "gli oneri di urbanizzazione crollano"

Secondo il sindaco, si vede già l'effetto di "fuga" degli investitori immobiliari

Oneri di urbanizzazione in calo, a Milano. L'allarme lo ha lanciato il sindaco Beppe Sala, martedì mattina, a margine di un convegno, il giorno dopo il sequestro del cantiere di via Lepontina. "Non mi sento di commentare il singolo caso perché bisogna capire e avere gli elementi", ha detto il sindaco: "È chiaro però che la situazione è complessa e apre a scenari che non riusciamo ancora a definire".

In generale, le inchieste sull'urbanistica (tutte molto simili tra loro, perché riguardano l'interpretazione di una specifica norma sul permesso di costruire) starebbero creando un clima d'incertezza in città. "Qualcuno può vederla come una cosa positiva, io certamente no", ha aggiunto Sala: "Gli operatori immobiliari, in parte, stanno già decidendo che non si riesce a investire a Milano. Questa non vuole essere una accusa ma una constatazione e lo stiamo già vedendo dagli oneri di urbanizzazione, che stanno scendendo moltissimo".

Il nodo delle inchieste è sempre lo stesso. Il Comune di Milano ha accettato la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) per sviluppi immobiliari che, per la procura, avrebbero dovuto invece seguire un iter diverso. La Scia è sufficiente quando si tratta di demolizione e ricostruzione, ma in diversi casi questo si traduce nel demolire un piccolo manufatto ed edificare, al suo posto, una o due torri di grandi dimensioni, che decuplicano (o anche più) il numero degli abitanti. Di qui, secondo l'interpretazione della procura, la necessità di non limitarsi a una Scia, ma di ottenere un permesso a costruire vincolato da un piano specifico per i nuovi servizi di quartiere (verde pubblico, scuole, viabilità). 

Sala continua a difendere l'interpretazione di Palazzo Marino: "Non stiamo parlando di una applicazione superficiale delle regole, ma di qualcosa che noi abbiamo voluto. Continuo a essere convinto che abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto. Al di là del singolo caso, questo apre un problema politico importante, perché se così non fosse è chiaro che si mette in discussione la nostra azione, anche politica".

Anche per Fontana "gli investitori guardano altrove"

Una valutazione non dissimile è stata espressa da Attilio Fontana, governatore della Lombardia, a margine dello stesso evento a Milano. "Anche in questo caso si tratta di valutazioni che l'ufficio urbanistica del Comune ha applicato in maniera costante e coerente, senza mai modificare l'aspetto. Quindi è chiaro che si dovrà discutere, sarà una questione di diritto stabilire se siano o meno fondati. Gli investitori stranieri stanno iniziando a guardare altrove. Con questo non dico che si deve violare la legge, è chiaro però che quando si tratta di interpretazioni, bisognerebbe chiarire con precisione il significato di queste norme".

La norma "salva Milano"

Il governo, intanto, sta lavorando a una norma 'salva Milano' che sarà inserita in un decreto sulla casa, per volontà diretta del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Si conta di approvare il decreto entro il mese di maggio. "Ci sarà una norma che stiamo preparando lavorando a quattro mani con i Comuni, Milano in primis", ha detto Salvini qualche giorno fa durante una visita in città.

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