Venerdì, 19 Luglio 2024
L'indagine

Milano costa troppo, i cittadini tagliano le spese e non si curano

Dalla ricerca promossa dalla Cisl sono emerse tre richieste: aumento dei salari, politiche abitative più attente e un grande intervento sulla sanità

L'aumento del costo della vita per chi vive a Milano e nell'hinterland è diventato un tema cruciale. L'attenzione ai prezzi dei beni alimentari è cresciuta notevolmente e, parallelamente, si cerca di tagliare i consumi energetici e si sacrificano le spese legate al tempo libero in favore di uscite più urgenti e inderogabili. C'è chi ritarda i pagamenti fissi, come il mutuo o le bollette, e chi rinuncia a curarsi, in una regione come quella Lombarda dove la sanità diventa sempre più privata. Sono queste le evidenze che emergono dall'indagine 'Milano quanto mi costi?' promossa dalla Cisl milanese e realizzata da BiblioLavoro che ha sottoposto il questionario a poco meno di 3mila iscritti al sindacato. Le soluzioni per gli intervistati? Aumento dei salari, politiche abitative più attente e un grande intervento sulla sanità.

Se domani ti capitasse un impegno imprevisto?

Risparmiare a Milano è sempre più difficile. Nel 2019 il 19,7% dei milanesi riusciva a mettere da parte solo meno del 5% dello stipendio. Nel 2023 quella 'piccola' fetta si ingrandisce arrivando a essere il 44,3%. L'80% dei rispondenti al questionario sostiene di aver dovuto attingere al conto in banca per fronteggiare l'aumento dei costi, oltre il 40% di loro lo ha fatto spesso. A essere colpiti maggiormente sono i giovani e, chiaramente, le fasce di reddito più basse. Alla domanda "Se domani ti capitasse un impegno imprevisto da 1.500 euro saresti in grado di fronteggiarlo in autonomia?" più del 32% ha risposto negativamente. Peggiori i responsi degli under 36 e degli stranieri. 

Rinunce e scelte di vita

All'aumento del costo della vita corrispondono una serie di azioni e rinunce che i milanesi hanno dovuto mettere in campo per fronteggiare spesa, bollette e uscite economiche varie a fronte di stipendi invariati. Sono davvero tanti i sacrifici all'ombra della Madonnina. Più del 71% dei rispondenti afferma di acquistare meno prodotti e di optare per beni di qualità bassa, ma con prezzi più accessibili. Il 52% taglia i consumi e il 27,5% rinuncia a servizi e beni per i figli o per i fragili nel nucleo famigliare. Il dato più complesso riguarda le cure mediche: il 26,6% dei milanesi rinuncia a curarsi, tanto più che riuscire a fissare una visita medica con il servizio sanitario nazionale è sempre più complesso. Si rinuncia anche alle vacanze (59%) e a mangiare fuori (58%), per non parlare delle attività sportive, cassate dal 52% dei rispondenti al questionario. 

Su riscaldamento ed elettricità i milanesi hanno adottato pratiche più sostenibili, anche economicamente: si presta attenzione allo spegnimento delle luci in casa, ad abbassare il riscaldamento (comportamento adottato da ben il 66% del campione) e sempre di più si scelgono fasce orarie notturne per l'uso dei grandi elettrodomestici dove il fornitore di energia garantisce tariffe inferiori. 

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