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Economia

Jobs Act: lavoratori di call center assunti con stipendio più basso

L'allarme della Cgil

Per i lavoratori dei call center è "allarme" con il Jobs Act. Più in generale, è un periodo molto complicato per tutti i servizi gestiti con appalti. Recentemente avevano avuto grossi problemi i lavoratori del call center milanese di Fastweb. Quando l'appalto cambia, non c'è nessuna legge che garantisce con certezza ai dipendenti di mantenere comunque il posto. Di solito è una semplice clausola inserita nel contratto d'appalto o nel bando, ma non sempre questo avviene.

In tutto questo s'innesca il Jobs Act, con il nuovo contratto a tutele crescenti. Come è noto, le imprese ottengono un grande beneficio dalle assunzioni secondo il nuovo schema: contributi abbuonati e - all'inizio - tutele appunto basse per il lavoratore in caso di licenziamento. Questo porta alcune aziende vincitrici di appalti a richiamare i lavoratori precedenti ma assumendoli con quello che la Cgil definisce "contratto depotenziato", quindi decurtazione dello stipendio e tutele più basse rispetto a prima.

Secondo la Cgil, è quanto sta accadendo al centralino del comune di Milano, lo 020202, con la Visiant - subentrata ad Almaviva il primo marzo 2015 - che starebbe facendo esattamente questo: richiama alcuni dei vecchi lavoratori offrendo l'assunzione con contratto a tutele crescenti.

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