Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Economia

L'arte nella musica italiana

In questo articolo si parlerà di arte come concetto associato alla musica italiana.

L’arte ci salverà – consentendoci di provare ancora emozioni autentiche, in un mondo ormai definitivamente immerso nel virtuale; come una medicina, curerà il nostro bisogno innato di sentirci vivi e umani, mettendo a nudo le fragilità che ossessivamente cerchiamo di nascondere dietro ai nostri perfetti profili social. Quasi fosse un peccato ammettere di avere dei difetti, senza renderci conto che sono proprio questi a renderci unici e speciali. La paura di mettersi in gioco spesso porta ad un appiattimento della propria esistenza, vissuta in modo mediocre per evitare di affrontare quello che l’essere umano alla fine in realtà desidera: assaporare le emozioni. Per paura di fallire e quindi di essere tristi, evitiamo di tentare di essere felici. Meglio un monotono quieto vivere, possibilmente ricco di soluzioni preconfezionate – già testate da altri – ad ogni possibile problema della vita.

Mentre il tempo scorre freneticamente da un impegno all’altro, in un vortice di scadenze e doveri dentro al quale spesso arriviamo a trovarci senza nemmeno rendercene conto, l’arte ci darà sempre il diritto di mettere il mondo in pausa e di osservarlo, ascoltandone la voce. Una voce primitiva, profonda, che ci ricorda chi siamo e da dove veniamo. Suoni di ogni tipo vengono prodotti da una natura che da incontaminata è ormai diventata preda dei rumori delle macchine che la sfruttano e la spremono, alla ricerca di ogni possibile briciola di ricchezza. La ricchezza materiale, concentrata nelle mani di pochi potenti, forse ormai non più abituati ad ascoltare il richiamo molto semplice della Terra ai suoi abitanti umani: siete tutti uguali.

Qui entra in gioco la musica, che da una parte all’altra del nostro pianeta riesce a farci sentire fratelli – evocando con il suo ritmo il battito dei nostri cuori, provocando una reazione impulsiva dei nostri muscoli che ci portano a danzare. Per la musica non esistono barriere né confini, limitazioni di età o differenze di genere. Ogni mano può battere il tempo, anche la più povera; ogni bocca può intonare una melodia, in qualsiasi lingua. Le note ci accompagnano e ci guidano ancora prima della nostra nascita, quando nel grembo materno iniziamo a percepire e a riconoscere la voce della nostra mamma intenta a cantarci una dolce ninna nanna – nell’attesa impaziente di darci alla luce.

Per tutta la vita cercheremo intorno a noi quella voce autentica, quel suono che ci calma e rassicura – con parole toccanti e sincere come quelle dei grandi cantautori della musica italiana. Battisti e Cocciante sono stati (fra gli altri grandi cantautori del nostro Paese) capaci di creare canzoni con questo potere magico, brani così sinceri ed universali da riuscire a far emozionare dopo decenni dal giorno della loro pubblicazione anche i giovani di oggi, creando un ponte tra loro e le generazioni che li hanno preceduti. Grandi band come i Pooh e i Nomadi hanno avuto la stessa forza di resistere al tempo, per gli stessi motivi – capaci di radunare ancora oggi migliaia di persone ad ascoltarli.

La musica italiana del 2019 è ancora capace di farci provare queste emozioni? Certamente sì. Una voce e una chitarra, al servizio di un testo sincero – scritto guardando non alle esigenze del mercato ma cercando di esprimere ciò che realmente si prova, sono ancora in grado di trasmetterci il brivido della vita. Un brivido la cui intensità non potrà mai essere eguagliata da quella delle sensazioni suscitate dall’ascolto di suoni campionati, ormai utilizzati largamente nella produzione discografica.

Vincenzo Greco e la sua musica italiana

Tra le novità di quest’anno, è sicuramente da tenere d’occhio il giovane cantautore emergente Vincenzo Greco – che con la sua voce e la sua chitarra canta con parole dolci e allo stesso tempo schiette la sua voglia di capire i tanti perché della vita, affrontandoli con coraggio ed interrogandosi a cuore aperto, con la curiosità di chi non si accontenta di vedere la vita scorrergli davanti senza buttarcisi dentro fino in fondo. Con la collaborazione di altri giovani musicisti tra cui il chitarrista e arrangiatore Stefano De Marchi, il bassista Daniele Cortese, la cantante Elisabetta Giglioli, il tastierista Jacopo Zappa e i batteristi Stefano Volpe e Fabrizio Carriero, Vincenzo Greco ha dato vita ad un progetto che non può non colpire l’ascoltatore di musica italiana curioso di novità. Niente finzioni. Niente trucchi. Solo lui, giovane uomo di oggi, allo specchio – con i suoi dubbi e le sue certezze, che in fondo sono anche i nostri dubbi e le nostre certezze.

Le parole delle canzoni di Vincenzo Greco sono autentiche, come i suoni degli strumenti che le caratterizzano – tra cui gli archi di Giovanni Restieri e Adriano Cancro e il sax di Sacha Caiani. Sono brani che d’altra parte chiunque sappia suonare la chitarra potrebbe trovare dentro un canzoniere di musica italiana, perché fanno venir voglia di cantare in compagnia – come in quelle serate d’estate in spiaggia, attorno ad un falò, circondati dai propri amici e con una ragazza o un ragazzo nel cuore.

Ed è proprio il mare l’ambientazione scelta da Vincenzo Greco per rappresentare nel suo ultimo videoclip la canzone “Un’emozione di te” (che trovi sul link sopra). Solo lui e la sua chitarra, la sua voce unica che attraversa il buio di una notte illuminata dalla luna sopra il mare di Vieste, il sogno di una ragazza che irrompe inesorabilmente nella razionalità – come un’onda che smuove lentamente e dolcemente un insieme di emozioni, prima celate da uno strato immaginario di sabbia, poi padrone dell’anima del giovane cantautore. È bello restare sospesi qui” – canta Vincenzo Greco, sospesi dentro un’emozione come l’amore; sembra quasi di stare su un’altalena che spingendoci verso l’alto ci toglie il fiato. La stessa altalena può essere metafora della vita, con i suoi alti e i suoi bassi; il suo movimento ricorda quello del metronomo, strumento di misurazione del ritmo in musica.

Questa è la musica italiana che può ancora lasciare un segno, grazie alla purezza e alla qualità con cui è stata realizzata. Un’onesta rappresentazione dello stato d’animo di un uomo come noi. Non vediamo l’ora di sentire cos’altro vorrà proporci questo nuovo interessante cantautore.

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