Economia

La casa dopo il divorzio

Quando ci si lascia il problema non è solo psicologico, ma anche economico. Immobiliare.it e Demoskopea hanno intervistato un campione di 405.000 lombardi per capire quali conseguenze ha la separazione sulla casa coniugale

Nel 2012 in Lombardia ci sono stati circa 28.400 matrimoni, l’anno prima tra separazioni e divorzi il numero ha superato i 25.000. Il dato è impressionante e così Immobiliare.it e Demoskopea hanno deciso di indagare su cosa succede quando ci si lascia, in particolare su quali sono le conseguenze di una separazione sulla casa coniugale.

Attenzione a decidere di comprare casa a Lecco con la propria moglie o il proprio marito, perché anche nella città dei Promessi Sposi,  una volta che ci si lascia, si rischia di vedere seriamente ridursi le risorse finanziarie proprio per l’onere del mutuo. Così per i divorziati lombardi la vita non è semplice e di loro il 36% pensa che le sue condizioni economiche siano peggiorate dopo la fine del matrimonio. E il 18,7% delle persone che hanno deciso di separarsi o divorziare sta ancora pagando le rate per il mutuo della casa coniugale.

Tornando al tema casa, circa un quarto dei separati/divorziati in Lombardia è rimasto a vivere nell’abitazione coniugale e un terzo ne risulta ancora proprietario. In tempi in cui i giovani sono protagonisti di forti dibattiti sulla disoccupazione e sul loro status di “bamboccioni”, risalta all’occhio il dato di Demoskopea che ha scoperto che un separato/divorziato su dieci è tornato a vivere nella casa dei propri genitori, mentre un quarto dei separati lombardi non ha ancora compiuto 35 anni.

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