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Domenica, 21 Aprile 2024
Economia

"Troppi dipendenti": l'azienda licenzia 175 lavoratori

Caso Verti: l'assicurazione avvia le procedure di licenziamento collettivo. Rabbia dei sindacati

Tecnicamente "eccedenza strutturale del personale". Nella pratica una strada spianata verso i licenziamenti. Verti, azienda di assicurazioni ex Direct line e ora nel gruppo spagnolo Mapfre, lo scorso 1 agosto ha avviato la procedura per i licenziamenti collettivi di gran parte dei propri lavoratori.

"L'azienda - si legge in una nota congiunta di First Cisl, Fisac Cgil, Fna, Snfia e Vilca - ha dichiarato la necessità di procedere con il licenziamento collettivo di 175 dipendenti", il che significa "la completa dismissione del contact center ed esternalizzazione delle attività 'core' , con riduzione di tutti gli altri reparti". La colpa sarebbe da ricercare nella "situazione di eccedenza strutturale del personale che ha carattere definitivo".

La vertenza era esplosa a novembre 2021, quando erano stati dichiarati 325 esuberi nella sede di Cologno Monzese. Circa 150 lavoratori, stando a quanto ricostruito dai sindacati, hanno accettato l'uscita volontaria tra marzo e aprile scorsi. Adesso la batosta per chi è rimasto. "Il confronto non ha prodotto nessuna intesa condivisa e socialmente sostenibile: pertanto non si è arrivati a nessuna riduzione degli esuberi strutturali previsti dal piano e inoltre le organizzazioni sindacali non intravedono una prospettiva di salvaguardia e sostenibilità per il personale destinato a rimanere in azienda, che non può essere garantito da un piano strategico che appare poco credibile e di scarso respiro rispetto alle complesse sfide che pone il mercato", hanno rimarcato le sigle. 

Sigle che "a tutti i livelli ribadiscono pertanto la ferma contrarietà a tale operazione: la conferma dei licenziamenti collettivi è un atto grave che condanniamo con forza, non solo per la drammatica situazione che coinvolge le lavoratrici e i lavoratori di Verti ma anche per il pessimo segnale che tale operazione rappresenta per il comparto assicurativo tutto. La scelta di Verti appare tanto più grave rispetto alla complessità dello scenario economico e sociale del Paese. Insieme all'indignazione rispetto alla situazione ed alla più ampia solidarietà per i lavoratori e le lavoratrici di Verti - hanno proseguito i sindacati - le organizzazioni - seguiranno con la massima attenzione questa nuova e gravissima fase della vertenza Verti e si adopereranno fin da subito per sollecitare l'intero sistema assicurativo affinché si faccia carico del sostegno e della salvaguardia occupazionale per le lavoratrici e lavoratori di Verti coinvolti che non possono essere abbandonati al loro destino". 

Eppure Verti, a sentire gli stessi sindacalisti, non sembra essere in crisi economica. Nata nel 1985 in Inghilterra, l'azienda è sbarcata in Italia nel 2002 sotto il nome di Direct line. Nel 2015, "l’anno della svolta", si legge sul sito del gruppo. "Le attività di Direct Line sono rilevate dal gruppo Mapfre, la più grande multinazionale assicurativa spagnola. È il terzo gruppo in America Latina e il sesto in Europa per volumi, impiega oltre 34mila professionisti e ha registrato, nel 2019, ricavi per 28,5 miliardi di euro e utili per 609 milioni. Tre anni dopo, la compagnia italiana cambia nome: nasce ufficialmente Verti". È il 2018. Quattro anni dopo è invece il momento degli esuberi, evidentemente un "antipasto" dei licenziamenti annunciati ora. 

"A fronte della decisione della compagnia di procedere con la riorganizzazione già oggetto delle procedure di confronto sindacale ai sensi dell’art. 15 e 16 Ccnl Ania iniziate il 12 novembre 2021, Verti per tramite di Ania, nel rispetto della normativa, ha avviato la procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge 223/1991 per 175 posizioni lavorative", ha fatto sapere l'azienda di Cologno in una nota. 

"Ad oggi, gli sforzi profusi dalla compagnia e le azioni poste in essere per la gestione degli esuberi, tra cui gli incentivi economici per la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e il ricollocamento presso altre aziende che hanno consentito di ridurre significativamente il numero degli esuberi, non hanno consentito di risolvere tutti gli esuberi in essere e la situazione di eccedenza occupazionale. Consapevoli dell’impatto che questa riorganizzazione ha sulle persone, Verti - hanno concluso dal gruppo - farà il possibile per instaurare ancora una volta un dialogo proficuo con i sindacati e le istituzioni coinvolte nel rispetto delle tempistiche previste dalla normativa".

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