L'azienda chiude e licenzia tutti i dipendenti: le lavoratrici scrivono una lettera alla Boldrini

"Non possiamo accettare di vedere una fabbrica venga ridotta a una scatola vuota"

Lavoratrici della Ceme

Continua la mobilitazione dei lavoratori della Ceme, azienda che produce valvole di sicurezza per elettrodomestici che ha deciso di chiudere lo stabilimento di Carugate e lasciare a casa tutti i 97 dipendenti. Nei giorni scorsi gli operai hanno protestsato sotto al Pirellone, mentre nelle scorse ore le dipendenti hanno preso carta e penna per scrivere una lettera alla presidente della Camera Laura Boldrini. La notizia è stata resa noa dalla Fiom-Cgil di Milano.

“Non possiamo accettare di vedere una fabbrica che può funzionare ridotta a una scatola vuota, solo per ragioni di profitto – si legge nella missiva -.  Faremo tutto il possibile per combattere questa ingiustizia, per noi che abbiamo bisogno di lavorare per vivere, ma anche per tutti quelli che dopo anni di sacrifici vengono umiliati, per i più giovani che non hanno un futuro e soprattutto per le donne che con la perdita del posto di lavoro rischiano di essere private di un elemento fondamentale di emancipazione”.

Le parti sociali non si arrendono. La Fiom-Cgil di Milano ha fatto sapere che è stata inviata una richiesta di incontro alla consigliera di parità di regione Lombardia. Non solo: per giovedì 22 giugno è previsto un nuovo incontro tra le parti presso Assolombarda, mentre per il secondo fine settimana di luglio verrà organizzata una assemblea aperta in piazza a Carugate.

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