Economia

Mamoli (rubinetterie), salta accordo: metà dei dipendenti licenziati

Le lettere stanno per partire e riguardano 46 persone su 86. La Fiom-Cgil non ci sta

Proteste alla Mamoli (foto Fiom-Cgil Milano, Fb)

Un fulmine a cielo tutt'altro che sereno la notizia del licenziamento per quarantasei persone, a Lacchiarella. Stiamo parlando della Mamoli, azienda di rubinetteria sorta nel 1932, che attualmente occupa ottantasei persone e che ha scelto di non delocalizzare la sua produzione. Più della metà dunque viene coinvolta dalla procedura di licenziamento collettivo.

La lettera non è ancora stata recapitata ai lavoratori ma la situazione è già nota perché mercoledì 11 maggio è saltato un tavolo di trattativa tra il management e i sindacati. La Fiom-Cgil, in particolare, chiede alla regione Lombardia ma anche al comune e alla città metropolitana di attivarsi al più presto per cercare soluzioni occupazionali. «Il ruolo delle istituzioni e della politica non può limitarsi ai meri proclami», scrive la segreteria milanese in una nota.

Solo ad agosto 2015 il tribunale aveva dato il via libera al concordato in continuità, che di fatto "salvava" l'azienda a fronte di un solido piano industriale e a nuovi prodotti in cantiere, affidati anche al famoso designer Marc Sadler. 

Poi, ad aprile 2016, la proprietà ha gettato la spugna e ha comunicato l'intenzione di vendere.

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