Economia Via XX Settembre

Crisi alla Pensotti di Legnano: azienda in bilico tra fallimento e raffica di licenziamenti

C'è incertezza tra i lavoratori: una società campana si è fatta avanti per affittare un ramo dell'azienda che produce caldaie industriali, ma manderebbe sul lastrico 62 famiglie

I lavoratori della Pensotti durante la manifestazione di mercoledì 4 luglio

Non stanno aspettando un miracolo, ma un imprenditore che prenda in mano la ditta e la faccia rinascere. È in bilico il futuro della Pensotti, azienda di Legnano del gruppo Sices che realizza caldaie industriali: da un lato c'è il fallimento, dall'altra un parziale affitto del ramo di azienda. Tradotto? Una pioggia di licenziamenti che manderebbe sul lastrico 62 famiglie.

La Pensotti è in difficoltà: ha circa 17 milioni di euro di debiti, "ma le commesse per ripagarli potrebbero arrivare — affermano i dipendenti —. Il vero problema è rappresentato dalla liquidità: a causa (anche) del buco Sices (altri 60 milioni) non riuscirebbe a accendere prestiti per acquistare i materiali necessari per avviare le produzioni, oltre alle garanzie bancarie chieste dai clienti". Fino al 2016 i debiti dell'azienda non sono stati un problema, il periodo più nero della società di Legnano è iniziato il 24 gennaio 2018, quando è stato depositato in tribunale il concordato in bianco. Tra concordato in bianco e proroga, i lavoratori sono stati per la maggior parte del loro tempo in cassa integrazione straordinaria senza aver ancora ricevuto un euro dall’Inps. Nel frattempo è iniziato l'esodo: in 5 mesi oltre 60 dipendenti  hanno deciso di dimettersi per trovare un altro impiego.

Uno spiraglio pareva essersi aperto lo scorso 22 giugno (due giorni prima della scadenza dell'ultima proroga concessa dal tribunale di Busto Arsizio), l'azienda aveva comunicato alle organizzazioni sindacali e alle Rsu aziendali di una società interessata alla Pensotti: la Termotecnica Industriale di Battipaglia (Salerno). L'azienda campana, infatti, ha presentato un progetto che prevede l'affitto del ramo di azienda per un anno. La condizione necessaria sufficiente? Ridurre la forza lavoro: 28 dipendenti, 14 impiegati e altrettanti del reparto produttivo, con la possibilità di aumentarli. In pratica manterrebbero solo il 18% dei dipendenti su cui poteva contare la Pensotti a fine 2017. 

Una proposta giudicata indecente dai lavoratori che nella giornata di mercoledì 4 luglio hanno manifestato per le vie di Legnano. A rischio anche "l'indotto Pensotti": circa 600 aziende che hanno fornito materiali e che per il momento non sarebbero ancora state pagate. Ora la parola passa al giudice, ma la speranza dei dipendenti è una sola: vedere rinascere la ditta di via XX Settembre.

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