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Economia

Quattordici bibliotecari lasciati a casa dopo tre anni di lavoro

Il Consorzio che gestisce le biblioteca del "Sistema nord" di Milano, non ha più rinnovato i contratti dei quattordici giovani bibliotecari che si sono ritrovati a casa dal 31 dicembre

Poco prima di natale 14 bibliotecari del sistema nord di Milano hanno ricevuto lo sgradito "regalo" del licenziamento. Tutti giovanissimi non hanno ricevuto il rinnovo dei contratti da parte del Consorzio. I loro contratti scadevano il 31 dicembre e dal primo gennaio sono infatti a casa. Tre anni di orari senza limiti, di sere passate a lavorare, di mansione straordinarie per cui si sono dovuti reinventare.

Anni di duro lavoro ma anche di passione, e ora il rinnovo non è arrivato. Il Consorzio che gestisce le 50 biblioteche dei comuni Nord di Milano ha fatto riferimento alle nuove leggi che non consentono di rinnovare i rapporti a termine per più di tre volte. Il problema per i giovani bibliotecari è che non hanno avuto la possibilità nemmeno degli ammortizzatori sociali o di ripiegare su altri impieghi all’interno degli enti comunali.

Si è anche organizzato un tavolo con i rappresentanti sindacali della Cgil, ma il Consorzio non si è mosso dalle sue posizioni. Ora nelle biblioteca, ci sono altri giovani che si ritrovano in una situazione ancora più precaria: i loro contratti terminano ad aprile. Una situazione sconfortante, che riflette quello che sta avvenendo su scala nazionale. Pochi posti di lavoro che non danno solo una parvenza di sicurezza lavorativa.

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