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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Economia

Fiom, 250mila operai per le strade di Milano per fermare le trattative

Sono stati 250mila, secondo l'organizzazione, i metalmeccanici scesi questa mattina in piazza per protestare contro le trattative separate che Finmeccanica sta conducendo con le altre due sigle sindacali. "Fermatevi" è stato l'appello di Rinaldini

Sono stati oltre 250mila i metalmeccanici portati in piazza oggi a Milano dalla Fiom-Cgil, per protestare e sospendere le trattative in corso tra Federmeccanica e Cisl e Uil.

“Fematevi” è stato l’appello lanciato dal segretario generale della Fiom ai rappresentati degli altri due sindacati e a quelli degli imprenditori. La proposta della piazza rimane la stessa: sospendere le trattative e di sottoporre le due piattaforme, Cgil da una parte e Cisl e Uil dall’altra, ad un referendum.

In caso di vittoria della piattaforma “nemica”, la Fiom farà un passo indietro, "ritirando la piattaforma, ma anche Fim e Uilm devono fare la stessa cosa ritirare la loro piattaforma se passa a maggioranza la nostra" ha ribadito Rinaldini.

Aggiornato alle 14.46 del 9 ottobre


La proposta della Fiom, in corteo questa mattina a Milano, contro gli accordi separati è semplice: sospendere immediatamente la trattative e indire un referendum sulle due piattaforme dei metalmeccanici.

“A Federmeccanica chiediamo di sospendere immediatamente le trattative per far votare i lavoratori sulle due piattaforme. E’ una questione di democrazia e dopo il referendum tutti devono sentirsi vincolati a ciò che decidono i lavoratori”.

Della stessa opinione è  Susanna Camuso, segretaria nazionale della Cgil: “Mi auguro che prevalga la ragione e la firma di alcuni accordi unitari è la dimostrazione che se c'é la volontà i problemi dei lavoratori si possono davvero risolvere”. La Camuso fa riferimento al caso degli alimentaristi.

“Non si può decidere di fare accordi separati senza l'organizzazione più rappresentativa dei lavoratori. Bisogna decidere se la priorità è dividere il sindacato oppure occuparsi veramente dei problemi dei lavoratori” ha concluso la segretaria.

Anche Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, ha deciso di marciare con gli operai: “Noi dell'Italia dei Valori appoggiamo l'impegno dei lavoratori per il contratto, per la difesa dei posti di lavoro e per la democrazia nelle fabbriche”.

In corte anche Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista: “Questo è il popolo della Costituzione che chiede la democrazia sui luoghi di lavoro e nel paese e chiede giustizia sociale come dice l'articolo 3 della Costituzione”.

Aggiornato alle 12.50 del 9 ottobre

Sono oltre 80mila, secondo le cifre degli organizzatori, i metalmeccanici che stanno sfilando questa mattina in Corso Venezia per protestare contro il possibile accordo separato di categoria.

La manifestazione è stata promossa dalla Fiom e il corteo è aperto da Gianni Rinaldini e Susanna Camuso, rispettivamente segretario nazionale della Fiom-Cgil e segretaria nazionale della Cgil. Con loro ci sono anche Nino Bassotto della Cgil Lombardia e Onorio Rosati della Camera del Lavoro di Milano.

Al Corteo aderisce anche il leader dell’Italia dei Valori Antonio di Pietro insieme a Maurizio Zipponi, ex sindacalista Fiom e ora deputato in Parlamento.
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