Venerdì, 25 Giugno 2021
Economia Corvetto

Occupato locale assegnato all’associazione joint per attività coi minori

Uno spazio in zona Corvetto confiscato alla mafia e assegnato dal comune di Milano all’Associazione Joint per la realizzazione di attività educative rivolte ai minori è stato occupato dal gruppo Collettivo della Riva Occupata.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Milano - Uno spazio confiscato alla mafia e assegnato dal comune di Milano all'Associazione Joint per la realizzazione di attività educative rivolte ai minori è stato occupato dal gruppo Collettivo della Riva Occupata.

L'associazione Joint (www.associazionejoint.org), che opera nel terzo settore attraverso la promozione di progetti di volontariato e mobilità internazionale che permettono ai giovani di partecipare ad esperienze di volontariato e formazione in Italia o all'estero, ha ricevuto le chiavi del locale in via Riva di Trento 1 il 21 ottobre 2015.

Il 9 dicembre, all'avvio dei lavori di ristrutturazione, i membri dell'Associazione Joint avevano organizzato un sopralluogo con due madri del quartiere, quando hanno trovato la serratura sostituita e il locale occupato. Due rappresentanti del collettivo hanno spiegato che lo spazio era stato occupato affinché fosse adibito a libreria: essendo uno spazio vuoto, avevano deciso di utilizzarlo.

Ma via Riva di Trento 1 era solo momentaneamente vuoto: lo spazio era pronto ad essere sede di un nuovo progetto dell'Associazione Joint, che l'occupazione ha interrotto ed ostacolato.

In fase di progettazione, l'Associazione Joint aveva partecipato a degli incontri del Laboratorio del Quartiere Mazzini, attivo in zona, e aveva preso contatto con il gruppo Social Street e con altre realtà associative locali come Casa per la Pace, con le quali avevamo avviato un dialogo sui bisogni del territorio. Gli obiettivi erano quelli di collaborare con le altre realtà presenti e, contemporaneamente, di strutturare dei servizi nuovi in grado di venire incontro ai bisogni reali della comunità residente nella zona. Su queste basi, la decisione era stata quella di adibire lo spazio a sede per molteplici attività educative rivolte a minorenni e giovani: un doposcuola per bambini delle elementari; attività pomeridiane e serali per adolescenti ed adulti, come laboratori teatrali, cineforum e aperitivi in lingua; corsi di formazione per giovani, come corsi di europrogettazione con borse di studio offerte dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, formazioni per partecipanti a progetti di volontariato o scambi internazionali, corsi per accompagnatori a scambi internazionali; attività di rete con il terzo settore nel quartiere.

Prediligendo la via del dialogo a quella dello scontro, la Joint ha incontrato alcuni membri del collettivo allo scopo di illustrare il progetto e chiedere la restituzione dello spazio senza dover ricorrere a metodi giuridici. L'incontro si è concluso con un accordo: Joint avrebbe lasciato il locale ancora per qualche giorno nelle mani del collettivo, il quale avrebbe poi proceduto a restituire le chiavi e lo spazio ai legittimi fruitori.

Purtroppo questo non è avvenuto; è stata una spiacevole sorpresa, il 28 gennaio, ricevere una "comunicazione definitiva senza possibilità di rettifiche" da una dei militanti del collettivo, che annunciava la continuazione dell'occupazione da parte di alcuni membri e l'intenzione di non cessarla fino allo sgombero.

Pur comprendendo il desiderio di impiegare gli spazi della città a servizio della stessa, dobbiamo prendere atto del rifiuto al dialogo dell'altra parte e manifestare il nostro sconcerto di fronte alla decisione di continuare nell'occupazione di uno spazio già destinato a scopi sociali. Richiediamo pubblicamente che il gruppo Collettivo della Riva Occupata ci renda le chiavi dello spazio e ci permetta di riprendere i lavori. Joint ha deciso di partecipare al bando per l'assegnazione del locale in via Riva di Trento nella convinzione che questo debba essere messo a disposizione delle necessità del quartiere. Siamo determinati a portare a termine il progetto proprio per fare fede all'impegno implicito preso con la comunità di Corvetto al momento dell'assegnazione. Se così non fosse, saremo obbligati a interrompere definitivamente il progetto privando la cittadinanza di un servizio prezioso e, in particolare, le fasce più giovani di opportunità di socializzazione e supporto formativo.

Contatti:

info@associazionejoint.org , Tommaso Pescetto Cosentino 338 577 61 60 o 02 45 47 23 64.

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