Milano, il coronavirus miete un'altra vittima: chiude il circolo Ohibò, "Noi piegati dal virus"

Il circolo Arci di via Benaco non riaprirà. I titolari lo hanno comunicato in una nota su Facebook

Il circolo Ohibò (foto da Facebook)

Non riaprirà e non ripartirà l'Arci Ohibò di Milano. "Con infinita tristezza, dobbiamo annunciarvi che il nostro amato circolo da oggi, 10 giugno 2020, è costretto a chiudere i battenti", hanno scritto i gestori del circolo sulla loro pagina Facebook.

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La colpa è tutta dell'emergenza sanitaria causata dal coronavirus "ci ha piegato", scrivono i titolari. "Abbiamo provato in tutti i modi a resistere, ma per noi che siamo un’associazione non profit, nonostante il canone d'affitto agevolato per la pandemia, è stato impossibile sopravvivere senza entrate e rialzarci. Ci siamo così trovati costretti a interrompere il contratto di affitto con la proprietà di via Benaco 1". Il circolo chiude dopo otto anni di attività. Anni "bellissimi e indimenticabili", precisano gli organizzatori. "Non possiamo dimenticare e ringraziare tutti i soci e gli allievi, i collaboratori, gli insegnanti, i volontari, le associazioni e le centinaia di artisti che si sono esibite sul nostro palco e che hanno contribuito a portare il nome Ohibò in Italia e, addirittura, nel mondo".

"Ci piace pensare — hanno concluso — che il nostro circolo sia stato non solo un luogo di intrattenimento, ma anche un rifugio in cui sentirsi a casa, uno spazio capace di dispensare energie e messaggi positivi". I titolari del circolo hanno poi fatto sapere che "seguirà una comunicazione relativa alle prevendite ancora attive".

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Del Corno: "Con una chiusura così ci perde tutta la società"

"La chiusura del Circolo Ohibò è una notizia dolorosa: un luogo di cultura, di aggregazione, di proposta che non ha potuto reggere all'impatto dell'emergenza sanitaria e delle sue conseguenze. Il rischio di un impoverimento del tessuto culturale della nostra comunità cittadina, così come di quello di tutto il Paese, è un'emergenza cruciale, a cui la politica non può far mancare tutta la propria attenzione - ha commentato l'assessore comunale alla Cultura Filippo Del Corno -. So bene che il nostro Piano Cultura del Fondo di Mutuo Soccorso non basta a risolvere questa emergenza, ma almeno rappresenta uno strumento, un tassello: potrebbe essere adottato e replicato su altre scale e comporre un quadro complessivo di intervento. Quando chiude un luogo come l'Ohibò ci perde tutta la società, in termini di valore culturale, sociale, economico: e forse acquisire questa consapevolezza è oggi in Italia tanto necessario quanto capire come sia necessario evitare ogni forma di assembramento incauto e irresponsabile".

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