Ortomercato, stallo dopo dimissioni Dubini. Interviene anche Farinetti

Il patron di Eataly: «Disponibile a vedere il progetto da 500 milioni». Il presidente di Sogemi Dubini se n'è andato sbattendo la porta: «In comune nessuno mi ha ascoltato»

Uno stand all'Ortomercato (foto Orianipecchia.it)

Partita apertissima sull'Ortomercato dopo le polemiche dimissioni di Nicolò Dubini, che presiedeva la Sogemi, la società di gestione. Dubini aveva proposto un piano di riqualificazione dei mercati generali con un investimento di mezzo miliardo di euro, una partnership tra pubblico e privato per farne un "hub" nazionale dell'agroalimentare. Il presidente ha predisposto anche un secondo piano (da 150 milioni) che mette da parte il piano di autosufficienza energetica (pompe di calore, pannelli fotovoltaici e altissima tecnologia) che andava di pari passo con la riorganizzazione mercatale.

Dubini, nella sua lettera di dimissioni (inviata anche al ministero dell'agricoltura, a quello dello sviluppo economico e alla presidenza del consiglio), lamenta la totale assenza del sindaco: «L'ho visto una sola volta», scrive il presidente dimissionario di Sogemi, ricordando invece un fattivo rapporto con Ada Lucia De Cesaris, fintanto che è rimasta in giunta (era assessore all'urbanistica e vice sindaco). 

Ora sull'argomento interviene anche Oscar Farinetti, pioniere dell'alimentare di qualità con il suo Eataly. Un'intervista al Corriere per dire che no, lui all'Ortomercato non c'è mai andato, non lo conosce («ma so che i miei vanno a prendere il pesce proprio lì»), però sarebbe interessato a visionare il piano di Dubini. D'altra parte Eataly, a Bologna, sta mandando avanti il progetto Fico Eataly World, un parco tematico nell'area del mercato ortofrutticolo. 

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Un intervento, quello del fondatore di Eataly, che non tutti hanno "apprezzato". Come Riccardo De Corato, di Fratelli d'Italia, secondo cui «arriva Farinetti e sembra che tutti debbano ascoltare lui: stia sereno che prima ci sono i lavoratori che nell'Ortomercato hanno messo soldi, lavoro e fatica. Operatori e grossisti sono i primi coi quali ragionare. Non certo Farinetti».

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