Nel Milanese si inventa il "pane sospeso" per chi ha bisogno

L'idea di un panificatore di San Colombano: pane sospeso per le persone che non hanno i soldi tutti i mesi. E l'idea ha un successo incredibile

Pane sospeso

Quello che solitamente si fa per il caffè - già pagati per chi ne ha bisogno, con una tradizione che ha le sue radici a Napoli -, arriva anche per il pane. 

Accade nel Milanese, a San Colombano. Alla pizzeria e panetteria “Da Carmine” in via Sforza è stata introdotta l’usanza benefica di lasciare del pane in sospeso, già pagato, a disposizione di chi i soldi per il pane non tutti i giorni li ha. E il primo a lasciare del pane in sospeso, 5 chili ogni giorno, è proprio Carmine Buro, il conosciutissimo pizzaiolo, titolare del negozio, 57 anni.

Lo racconta Il Cittadino. «Ogni giorno io metto a disposizione 5 chili di pane fresco naturale lavorato da me - spiega Carmine -. Lo faccio grazie alla collaborazione di alcuni fornitori a cui ho raccontato l’idea e che mi hanno appoggiato, mettendo a loro volta a disposizione ogni giorno un certo quantitativo di materia prima. Ora vorrei però che l’iniziativa si aprisse anche alla gente, per fare qualcosa di buono».

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E bisogno ce n’è di sicuro, lo afferma Carmine: «Tanta gente entra e chiede di segnare, poi a fine mese magari non riesce a pagare, qualcun altro mi chiede se posso dargli un pezzo di pane senza pagare - racconta Carmine -. Quando ho visto che la situazione era diventata davvero allarmante, allora ho iniziato a mettere a disposizione del pane per chi ha bisogno, e lo faccio nel rispetto delle norme: ho contattato la finanza, mi sono fatto spiegare come fare, ed emetto lo scontrino per tutto il pane che esce dal negozio. Se qualcuno dei miei clienti volesse seguirmi nell’iniziativa, basta che lasci per il pane sospeso il resto della spesa, o un euro di tanto in tanto. Ciascuno dà e fa per quello che può e vuole, senza obblighi di nessun tipo».

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