Giovedì, 5 Agosto 2021
Economia

Paradise Papers, imprenditori e finanzieri: i nomi pubblicati da L'Espresso

Il periodico ha pubblicato la lista con i primi nomi degli italiani coinvolti nei Paradise Papers

Nei file trafugati dalla società di consulenza Appleby ci sono decine di migliaia di nomi tra cui spiccano quelli di imprenditori, manager, avvocati, i commercialisti e i "lupi della finanza". Tutti insieme nella stessa lista, quella dei "Paradise Papers" da cui è scaturita la scottante inchiesta giornalistica di Report e L'Espresso.

L'Espresso e Report - che hanno spulciato, nello scorso mese di novembre 2017, i 13,4 milioni di file segreti provenienti dalle società di consulenza Appleby e Asiaciti - hanno pubblicato la lista degli italiani coinvolti  nello scandalo sui conti nei paradisi fiscali. Appleby - sede a Bermuda - e Asiaciti - quartier generale a Singapore - sono infatti due mega società, con decine di sedi ognuno, specializzate nell'offrire ai propri clienti soluzioni vantaggiose per portare i propri soldi in giurisdizioni fiscali diverse dai reali paesi di provenienza. I dati delle due associazioni di consulenza, però, sono stati hackerati e i file - milioni e riservatissimi - sono finiti in mano al consorzio giornalistico d'inchiesta Icij, che ha tolto la maschera a tanti dei loro clienti.

In questo elenco, L'Espresso - scrive la stessa testata - pubblica solo nomi di persone identificate con certezza tra cui figurano molti italiani. Tra i nomi che fanno più rumore, inevitabilmente, c'è quello di Andrea Bonomi: mago delle aziende, newyorkese di nascita ed erede della blasonata famiglia della finanza milanese. Bonomi è a capo della Investindustrial e L'Espresso lo descrive così: Quando un’azienda è in crisi, arriva lui, con il suo fondo d’investimento con base in Lussemburgo. E interessi in società di mezzo mondo. In Italia ha riacceso il motore, quasi spento, della Ducati. Il suo fondo Investindustrial ha acquisito la maggioranza di Artsana, con i marchi Chicco e Prenatal e, con altri investitori, il colosso Snaitech, che domina il settore del gioco d’azzardo legale, con superenalotto, scommesse ippiche, 40 mila new slot e la proprietà dell’ippodromo di San Siro. Qualche volta ha fallito. Nel 2016 ha mancato la conquista della Banca Popolare di Milano. E ha perso la sfida contro Urbano Cairo per il Corriere della Sera.

Paradise Papers, però, non significa superare la soglia della legalità. "È probabile - sottolinea proprio l'Espresso - che quei conti siano stati in gran parte accesi e gestiti nel rispetto delle norme: con l’aiuto di consulenti specializzati nel cosiddetto “tax avoidance”, è oggi possibile nascondere al fisco ingenti capitali senza per forza oltrepassare i limiti della legge. Anche stavolta potremmo dunque ritrovarci a contare un numero di imputazioni e di condanne relativamente modesto, per non dire risibile, rispetto all’enorme quantità di soggetti coinvolti nelle operazioni e alla gigantesca quantità di miliardi sottratti alle autorità fiscali".

Secondo il Guardian, il caso ha rivelato una vera e propria industria di "Pacchetti chiavi in mano" per pagare pochissime tasse. Non se ne conosceva l'enorme entità. Sempre secondo il quotidiano inglese, il tutto è nato dopo la crisi finanziaria dello scorso decennio, con un esercito di avvocati, commercialisti e specialisti delle tasse. E non è nemmeno troppo segreto. Basta fare una semplicissima ricerca in rete per trovare sodalizi che, come agenzie di viaggio, trovano destinazioni tassate pochissimo per il denaro. 

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Un pacchetto tipico, per esempio, aiuta a creare un'azienda in una giurisdizione, poi a ottenere un conto bancario in un'altra giurisdizione e infine ad avere l'indirizzo commerciale in un'altra ancora. 

Lo stesso Espresso lancia anche un appello: "Sarebbe interessante se dall’indignazione suscitata dai Paradise Papers scaturissero iniziative politiche per reintrodurre limiti alla libertà di movimento dei capitali verso i paradisi fiscali e verso i paesi conniventi con essi. In quel caso potremo dirci sulla strada verso una comprensione generale del problema e magari verso una sua risoluzione".

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