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San Raffaele, la proprietà presenta piano "salva licenziamenti"

Salta l'accordo 2010, applicazione del contratto di sanità privata, politiche incentivanti una volta in pareggio: il San Raffaele propone ai sindacati un piano per evitare licenziamenti

No ai licenziamenti, cessazione di ogni effetto dell'Accordo 2010 (fatta salva la cosiddetta 'Prima progressione orizzontale'), applicazione del contratto Aiop della sanità privata, cessazione dal 2013 di tutti gli istituti e normative aziendali e di secondo livello, e politiche remunerative incentivanti una volta eliminata la perdita: sono queste le condizioni proposte dall'amministrazione dell'ospedale San Raffaele di Milano nella bozza di Programma alternativo ai licenziamenti, inviata domenica a sindacati ed Rsu e discussa nell'incontro di oggi, tuttora in corso.

Nel documento, visionato dall'agenzia Ansa, l'amministratore delegato Nicola Bedin spiega che si tratta di "pattuizioni idonee ad evitare l'attuazione, da parte dell'Azienda, dei licenziamenti collettivi e a contribuire a creare le condizioni per il superamento della situazione di perdita e per ottenere la messa in sicurezza dell'ospedale".

Nel corso dell'incontro di lunedì, a quanto si apprende, i sindacati avrebbero lamentato la mancata comunicazione dall'azienda delle informazioni richieste sullo stato patrimoniale dell'ospedale, e avrebbero presentato una controproposta in cui chiedono di discutere un eventuale e parziale congelamento dell'accordo 2010 e su accordi aziendali di organizzazione interna.

Si sarebbero comunque detti disponibili a presenziare ad altri incontri tecnici nei prossimi giorni, per definire più nel dettaglio le misure dell'accordo.

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