Povertà zero, la missione di pane quotidiano, dal 1898 verso il 2030

Un ciclo di eventi sull’Agenda 2030 dell’Onu vede come primo protagonista la Onlus milanese

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Venerdì sera si è svolto il primo evento del ciclo di seminari “Countdown 2030”, organizzato dalla Società della Taula. Ospite e relatore è stato Luigi Rossi, vicepresidente di Pane Quotidiano, onlus laica e apolitica, che dal 1898 si impegna ogni giorno a Milano per distribuire alimenti alle fasce più deboli della popolazione. L’evento e l’intervento del dottor Rossi sono ruotati intorno all’obiettivo “Povertà Zero” dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, a cui si ispira l’intero ciclo di seminari. Nel corso della serata sono stati affrontati diversi temi: dall’identità del povero di oggi, agli effetti della pandemia sulle attività del terzo settore, dai rapporti di Pane Quotidiano con le istituzioni e altre realtà del sociale, alla difficoltà del confronto con il diverso. In particolar modo, il dottor Rossi ha sottolineato la complessa situazione che la sua associazione si è ritrovata a fronteggiare negli ultimi mesi di pandemia. Pane Quotidiano è stata costretta a sospendere le proprie attività nella primavera dello scorso anno, ritenendo il contagio un pericolo troppo grande per le persone assistite, già vulnerabili. Quando l’attività di distribuzione è ripresa, la platea degli ospiti assistiti è cresciuta drammaticamente, le loro necessità si sono diversificate, così come le loro storie. Le lunghe code dell’ultimo periodo, sia nella sede di Viale Monza che in quella di Viale Toscana, hanno portato Pane Quotidiano sui principali quotidiani nazionali. Anche dinanzi a questi ostacoli, l’associazione non si è data per vinta ed è riuscita a reinventarsi e portare avanti la sua cruciale missione, rivedendo le proprie procedure di confezionamento e consegna degli alimenti. Tuttavia, per essa si prefigura già un’altra sfida a cui fare fronte nei prossimi tempi: la scadenza del blocco dei licenziamenti, che solo a Milano potrebbe trascinare migliaia di persone in povertà, non potrà essere prorogata a tempo indefinito. Secondo il dottor Rossi questo è la principale minaccia che Pane Quotidiano si troverà ad affrontare nel breve periodo: diverse persone saranno private della già precaria cassa integrazione e coloro che avranno difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro si ritroveranno relegati in una nuova situazione di indigenza. Pane Quotidiano, comunque, si farà trovare pronta. Come ricorda con orgoglio il dottor Rossi, l’associazione ha affrontato entrambe le guerre mondiali, sempre supportando in modo attivo la comunità milanese con spirito laico e senso del dovere. Infatti, proprio questa vocazione laica e apartitica, che fino a qualche anno fa rappresentava un ostacolo, si rivela ora il punto di forza di Pane Quotidiano, trasformandola un’associazione capace di rappresentare la voce di un mondo globalizzato, dove idee politiche e religiose si mescolano nelle forme più varie. L’evento è stato il primo di un ciclo incentrato sugli obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, con la quale i 193 paesi dell’ONU si sono impegnati a rimuovere entro il 2030 tutti quegli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della dignità umana e il rispetto dei diritti fondamentali della persona. Promotore del ciclo di seminari è il presidente emerito della Società della Taula, Francois Bethaz. «L’obiettivo di questo evento – ha commentato – non era solo permettere ai partecipanti di scoprire realtà locali come quella di Pane Quotidiano, che si impegnano costantemente a combattere il grande problema della povertà nella nostra città, ma anche quello di presentare la povertà sotto un nuovo punto di vista, affinché essa non sia relegata in qualche lontano villaggio del terzo mondo, ma sia percepita come una realtà immediatamente vicina, che non può essere ignorata e che deve necessariamente essere affrontata con determinazione, per garantire il pieno sviluppo della persona umana».

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