Domenica, 19 Settembre 2021
Economia

Bollette, benzina, frutta e verdura: a Milano rincari e prezzi alle stelle

Ma anche carne e pesce: la fotografia dell'Osservatorio prezzi del Mise

Dopo il rallentamento dovuto al lockdown, tornano a correre i prezzi al consumo. Secondo la fotografia scattata a giugno dall’Osservatorio Prezzi del Mise (Ministero Sviluppo economico) a Milano il prosciutto crudo (ad oltre 34 euro al chilo in media e prezzo massimo a 53 euro) è diventato quasi un bene di lusso. Costa più del merluzzo fresco (oltre 22 euro al chilo in media) e della carne bovina (a quasi 19 euro al chilo), riportano le agenzie.

Sotto la Madonnina i datterini viaggiano a quasi sei euro al chilo, come i kiwi d’importazione. Che la corsa dei prezzi sia in fase di surriscaldamento lo dimostrano i dati dell’inflazione, appena diffusi da Istat, che a luglio segna a livello nazionale un + 1,9% su base annua dal 1,3% del mese precedente. A spingere i rincari sono i prezzi dei beni energetici: l’energia segna infatti a luglio un +18,6% su base annua, spinta soprattutto dalla componente regolamentata, ovvero dalle bollette, che volano al +34,2%. Nel carrello della spesa accelerano i prodotti ad alta frequenza di acquisto dal +1,6% al +2%. A Milano l’inflazione (all’1,3%) è inferiore al valore nazionale, ma i prezzi sono alti lo stesso.

In un supermercato di Porta Venezia i fagiolini italiani in vendita a 4,99 euro al chilo, in linea con la rilevazione milanese di giugno dell’Osservatorio Prezzi (5,1 euro al chilo la quotazione media per i "baby" e 5,38 euro per i "meraviglia" o piattoni). Anche i kiwi neozelandesi (a 4,89 euro/kg) non sono certo a buon mercato. Qualcuno potrebbe obiettare che non sono un frutto di stagione. Ma nel caso delle pesche il discorso non regge. In un altro supermercato in zona De Angeli il cartellino per le pesche gialle italiane segna 2,85 euro al chilo, quello per la "tabacchiera" 3,18 euro. Il vero caso però è quello dei datterini che costano 5,16 al chilo anche se agosto è il mese principe per i pomodori. L’accelerazione era in corso già a giugno dal momento che l’Osservatorio Prezzi del Mise calcolava una quotazione media per il datterino a 5,81 euro al chilo con punte fino a 7,92 euro. Formaggi e affettati non si salvano dal caro-prezzi. Il prosciutto crudo rappresenta un vero caso a sé: secondo i calcoli dall’Osservatorio Nazionale a giugno il costo al consumo oscilla fra 22 euro (prezzo minimo) e 53 euro al chilo (prezzo massimo) con una quotazione media a 34,37 euro/kg. Un chilogrammo di Parmigiano Reggiano è venduto mediamente a 23 euro e 39 centesimi al chilo. Per intenderci, costa meno un chilo di carne fresca: 18,67 euro per il primo taglio di bovino adulto. Meglio optare per il consumo di pesce? Dipende quale. Sempre il Mise nella sua fotografia di giugno cristallizza che per il merluzzo fresco di pescata a Milano si debba spendere in media 22 euro e 63 centesimi al chilo (prezzo massimo a 49 euro). Quotazione media simile (22,17) per il salmone fresco (prezzo massimo a 45 euro).

Ritocco all’insù anche per i carburanti. Secondo le rilevazioni settimanali del Mise (dal 2 all’8 agosto) la benzina ha raggiunto 1,657 al litro mentre il gasolio torna a quota 1,510 euro/litro.

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