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La presentazione all'Humanitas (foto Vilone)

La presentazione all'Humanitas (foto Vilone)

A Rozzano, radiografie in 3D e con meno raggi: ecco Eos

Un nuovo macchinario, "unicum" in Italia, è stato presentato all'Humanitas di Rozzano: permette di effettuare radiografie in 3D, con un bassissimo uso di radiazioni

Si chiama Eos e arriva dalla Francia. E' il nuovo macchinario radiologico che consente di studiare la colonna vertebrale e gli arti inferiori di tutto il corpo in posizione eretta, con la massima precisione e con una dose di raggi inferiore al 90% di una Tac, e otto volte rispetto ad una radiografia tradizionale. Un sistema rivoluzionario e innovativo presentato giovedì 16 febbraio alla clinica Humanitas di Rozzano che è la prima in Italia ad avere in dotazione lo strumento, da una decina di giorni.

Settanta sono stati i pazienti sottoposti ai raggi x. “L’utilizzo di Eos – spiega Luca Balzarini responsabile dell’unità operativa di radiologia dell’Humanitas – è particolarmente vantaggioso nei giovani pazienti portatori di patologie della colonna vertebrale che necessitano di controlli periodici. Nel caso di un bambino affetto da scoliosi, per esempio, poter effettuare il necessario monitoraggio costante, circa ogni sei mesi, con una dose minima di radiazioni è fondamentale”.

Solo vantaggi e nessuna controindicazione; a parte il costo del macchinario che superiore di quattro volte quello tradizionale. Tuttavia, se ciò viene ammortizzato con una visione più raffinata del problema, si tratta di un investimento e non di uno spreco. “La nostra scommessa è di essere capaci di utilizzare la macchina al momento giusto”, prosegue il medico. Anche in campo neurologico Eos rappresenta una vera e propria rivoluzione.

“Grazie alla tecnologia 3D è possibile non solo studiare le malattie degenerative della colonna dovute all’età, ma anche risalire alle origini del problema. Utilizzando Eos il neurochirurgo può quindi stabilire con estrema precisione l’entità del danno subito dal paziente e valutarne la possibile evoluzione intervenendo in modo più mirato, preciso e meno invasivo per correggere la curvatura della colonna”, afferma Maurizio Fornari responsabile dell’unità operativa di neurochirurgia dell’Humanitas.

In Italia si stima che l’applicazione delle protesi aumenteranno. Tra il 2005 e il 2030 si parla di un incremento del 137%. “Dobbiamo attrezzarci e il futuro è questo strumento – dichiara Guido Grappiolo, responsabile dell’unità operativa di chirurgia protesica dell’anca –. Eos cambia in maniera radicale il modo in cui la squadra di ortopedici è in grado di intervenire sulle patologie muscolo–scheletriche di tutte le età. Le immagini che fornisce consentono di effettuare interventi più precisi e personalizzati. La visione tridimensionale, inoltre, evita distorsioni e consente misurazioni reali delle deviazioni assiali degli arti, cosa impossibile con RX standard anche di tutto il corpo. Il suo utilizzo consente la visualizzazione e correzione di eventuali mal posizioni protesiche”.

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