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Lunedì, 29 Novembre 2021
Economia

Agli italiani piace "bianco": latte e yogurt. Il rapporto Coldiretti

Un rapporto della Coldiretti lombarda (con il Centro studi specializzato) segnala un aumento del consumo di latte, yogurt e grana padano. "Molto ha fatto - spiega il presidente Andena - la nuova legge sull'etichetta di orgine obbligatoria"

Gli italiani bevono più latte e mangiano più yogurt e grana padano. Sono queste le tendenze dei consumi indicate dal primo Report 2011 di Clal (Centro studi specializzato) sul comporto lattiero caseario. I consumi delle famiglie per quanto riguarda uno dei più popolari formaggi italiani sono saliti di oltre il 2 per cento nel 2010 (da gennaio a ottobre) rispetto al 2009, mentre lo yogurt ha fatto addirittura un balzo del 2,46 per cento e il latte di quasi l’uno e mezzo per cento.

Questi dati – afferma la Coldiretti Lombardia – sono il segnale di una sempre maggiore sensibilità delle famiglie italiane verso un’alimentazione sana, equilibrata e con prodotti dove la qualità della materia prima e la sua origine sono condizioni strategiche di scelta al momento dell’acquisto.

“La nuova legge sull’etichetta d’origine – spiega Nino Andena, presidente della Coldiretti Lombardia – è uno strumento importantissimo per garantire sia i consumatori che gli agricoltori sia sul fronte della libertà di scelta e della sicurezza alimentare sia su quello della valorizzazione del prodotto”. In attesa che la nuova norma diventi operativa (si attendono i decreti attuativi che riguardano per primi i salumi, i formaggi e i lavorati del pomodoro) i dati indicano che nonostante il saldo positivo fra export e import, in Italia continua ad aumentare i l’arrivo di latte straniero: le quantità del confezionato hanno registrato un boom di oltre il 20 per cento per il parzialmente scremato e del 14 per cento per l’intero, mentre lo sfuso scremato è salito del 2,94 per cento e quello intero del 2,31 per cento. Per il burro c’è stata una vera e propria esplosione di importazioni che hanno sfondato il tetto del 156 per cento rispetto al 2009. Stesso trend per il “similgrana” che ha registrato un aumento di oltre il 31 per cento. Sono dati che fanno riflettere – spiega la Coldiretti Lombardia – su quante siano le variabili che influiscono sul mercato e quindi anche sul prezzo del latte alla stalla.

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