Economia

Putin blocca le importazioni di cibo, le cifre lombarde

Dopo le sanzioni (mirate) contro la Russia per non avere saputo mediare efficacemente con i separatisti ucraini, Putin risponde vietando l'import del cibo da Ue e Usa. I dati di Coldiretti

Una cascina di Milano (foto Davide Baroni)

L'hanno già chiamata guerra commerciale tra Occidente e Russia. Certo tra le sanzioni imposte dall'Ue e dagli Usa a Mosca e la ritorsione appena decisa da Putin (blocco quasi totale dell'import di cibo da Ue e Usa) ci sono notevoli differenze. Soprattutto perché le contro-sanzioni russe rischiano di impattare sui piccoli imprenditori dell'agro-alimentare, mentre le sanzioni di Ue e Usa, oltre ad essere motivate dal fatto che Putin, finora, non ha mai seriamente tentato di influire sui separatisti ucraini per indurli alla ragione, sono state molto più mirate e non hanno colpito né direttamente né indirettamente alcun piccolo imprenditore russo.

Coldiretti, comunque, ha già fatto alcuni conti, considerando che il valore dell'export dalla Lombardia alla Russia di cibo vale 123 milioni di euro nel 2013 (di cui 69 milioni dalla provincia di Milano). In particolare, cereali per 23 milioni di euro, formaggi e altri derivati del latte per 20 milioni, alimentazione per animali per 17,5 milioni, beveraggio per quasi 17 milioni.

Nei primi tre mesi del 2014, la provincia di Milano ha esportato verso la Russia prodotti alimentari per 18 milioni di euro. Il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo, sottolinea che "la Russia colpisce l’agroalimentare perchè sanno che è un elemento di crescita per l’Unione europea in un momento di stagnazione”.

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