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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Economia

41 lavoratori licenziati, sciopero e picchetto davanti alla Unes di Truccazzano (Milano)

Il sindacato Si Cobas sul piede di guerra

E' in corso da mezzanotte di venerdì 22 ottobre un nuovo sciopero, con picchetto, davanti alla sede Unes di Truccazzano (Milano), organizzato da Si Cobas, per protestare contro i quarantuno licenziamenti di lavoratori della cooperativa Lgd, azienda subappaltatrice del gruppo Brivio&Viganò Logistics per la gestione del magazzino Unes, che sarebbero rei di avere scioperato il 19 e 20 agosto per chiedere il rispetto dei contratti.

"Dopo avere sospeso gli scioperanti e dopo sedici giornate di sciopero per ottenere il rientro, Lgd ha finto una trattativa su mediazione della prefettura, per poi mandare le quarantuno lettere di licenziamento", si legge in una comunicazione diffusa da Si Cobas: "Si tratta di una politica antisindacale per avere mano libera nello sfruttamento. La lotta continua fino al rientro dei lavoratori. Gli scaffali dei freschi nei supermercati Unes restano sguarniti". La protesta va avanti da tempo.

"Unes Supermercati - precisa la società in una nota - non ha operato alcun licenziamento presso il proprio deposito di Truccazzano. Unes Supermercati, infatti, non ha alcun rapporto con i manifestanti o con i lavoratori che protestano contro i licenziamenti, dipendenti della cooperativa subappaltata da Brivio e Viganò Logistics srl, partner logistico di Unes Supermercati".

La replica: "A rischio 1.200 posti di lavoro"

Dura la replica di Lgd diffusa in mattinata: "Se non si torna subito all'operatività, il danno economico avrà impatti sul futuro di molte famiglie", il secco commento della cooperativa. "Ancora non comprendiamo i reali motivi di questi blocchi illegittimi. Gli 'errori di ogni genere', dai quali sarebbe scaturita la protesta iniziale, riguardano in realtà due episodi di incomprensioni di lettura delle buste paga da parte di due lavoratori", afferma Daniele Romano, responsabile delle relazioni industriali di Lgd: "Nel concreto, non c'è stata nessuna causa scatenante e non ci sono nemmeno errori certificati, ma Lgd sta facendo i conti con danni economici enormi con rischi importanti per la continuità del business. La situazione è strana: abbiamo cercato a lungo linee di dialogo con Si Cobas, ma non sembra ci sia la volontà del sindacato di trovarle". 

Stando alle parole di Romano, i lavoratori hanno bloccato diciotto volte da agosto tre piattaforme logistiche. "I licenziamenti per giusta causa sono la conseguenza naturale delle diciotto azioni illecite di blocco, che da agosto impediscono le attività delle piattaforme e mettono a rischio la tenuta dell'azienda. Il forte impegno della prefettura e la disponibilità dell’azienda a numerosi incontri, non sono bastati a trovare una soluzione: tali manifestazioni, spesso violente, pongono Lgd di fronte al concreto rischio di sopravvivenza economica". E Giuseppe Ghezzi, presidente della cooperativa, aggiunge che con gli altri sindacati (Cgil, Cisl e Cub) non ci sono mai stati problemi né "situazioni anomale" segnalate dai loro rappresentanti durante gli incontri con l'azienda.

La vertenza

Nel corso degli ultimi mesi negli stabilimenti della coop si erano registrate diverse proteste dei lavoratori, anche con alcuni momenti di tensione. L'azienda, con piattaforme logistiche a Truccazzano, Vimodrone e Pozzuolo Martesana, in una nota si era definita "vittima di ben 18 blocchi violenti di merci e persone nell’arco di 4 settimane, ad opera di un gruppo di lavoratori". La decisione di lasciare a casa ben 41 operai, aveva scritto la coop, "è arrivata a valle di uno stato di agitazione proclamato su presunte irregolarità, poi cadute alla verifica dei fatti".

"La cooperativa Lgd del gruppo Brivio e Viganò ha licenziato 41 lavoratori dello stabilimento di Truccazzano che lavorano per Unes, già sospesi cautelarmente dal 23 agosto - aveva invece spiegato in una nota il sindacato, che aveva guidato le manifestazioni - 'colpevoli' di aver scioperato il 19 e 20 agosto per l'applicazione dei contratti. Poi hanno dovuto lottare per un mese per tornare al lavoro, con la polizia che è intervenuta in forze a sgomberare i picchetti e a dare fogli di via ai lavoratori".

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