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La sentenza

Chiedeva soldi agli operai per assumerli: imprenditore delle pulizie condannato

L'uomo aveva l'appalto di pulizie nella sede di Esselunga di Pioltello

Chiedere i soldi ai propri operai per essere assunti o per rinnovare un contratto di lavoro è una forma di minaccia che ricade nel reato di estorsione. Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, che l'11 marzo 2024 ha condannato a 3 anni e 10 mesi di reclusione un imprenditore che ha un appalto con Esselunga per le pulizie nella sede di Pioltello. L'uomo era accusato di avere obbligato almeno tre operai (tutti stranieri) a versare da 100 a 2mila euro, in varie tranche, per essere assunti, per le proroghe e i rinnovi dei contratti di lavoro.

L'imprenditore ha sostenuto che i soldi fossero prestiti chiesti a "colleghi di lavoro", non più restituiti, ma le indagini condotte dalla guardia di finanza hanno stabilito che il denaro veniva chiesto pochi giorni prima della sottoscrizione dei contratti. In un caso, l'imprenditore avrebbe minacciato un operaio di non farlo assumere, dicendogli che come capo avrebbe potuto avere questa influenza. Il giudice ha anche riconosciuto una provvisionale di risarcimento di 3mila euro per ciascuno degli operai, che si erano costituiti parti civili.

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