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Milano (foto Semplicemente Milano/Fb)

Milano (foto Semplicemente Milano/Fb)

La crisi covid non ferma le startup milanesi: nel 2020 ne sono nate il 10,4% in più

Milano è la capitale italiana delle startup: all'ombra della Madonnina ce ne sono oltre 2mila, il 20% di quelle presenti in Italia

A Milano continuano a nascere startup nonostante la crisi causata dal covid. Nel 2020, annus horribilis della pandemia, il numero di imprese emergenti ad alto contenuto tecnologico all’ombra della Madonnina è cresciuto circa del 10,4%. Ed è proprio Milano la capitale startuppara d’Italia dato che nella metropoli lombarda si concentrano il 19% delle startup italiane. Il quadro emerge da una elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Milano su dati Infocamere, aggiornati alla metà di gennaio 2021.

“In questa fase  così delicata per il sistema Paese le start up innovative hanno un valore ancor più strategico, come *driver* per sostenere la ripresa: con il know how, le competenze e l’energia che le contraddistinguono possono accelerare i percorsi di innovazione anche per le imprese tradizionali, attrarre e formare personale altamente qualificato, amplificare l’adozione di nuovi modelli di business ed organizzazione aziendale — ha dichiarato Elena Vasco, Segretario generale della Camera di commercio —. Un trend positivo che come Camera di commercio sosteniamo con le nostre iniziative per stimolare il networking, fare emergere progetti a elevato potenziale innovativo, e diffondere la cultura imprenditoriale tra le nuove generazioni “.

E per le  start up innovative e per le giovani imprese c’è Tavolo Giovani, progetto della Camera di   commercio. Una piattaforma, fisica e virtuale, di visibilità, informazione e networking, per intercettare e promuovere idee imprenditoriali promettenti.

Per accedere allo status di start up innovativa sono necessari alcuni requisiti: essere un’impresa nuova o costituita da non più di 5 anni, avere la residenza in Italia, o in un altro Paese dello Spazio Economico Europeo ma con sede produttiva o filiale in Italia; avere un fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro; non essere quotata in un mercato regolamentato o in una piattaforma multilaterale di negoziazione; non distribuire e non aver distribuito utili; avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di un prodotto o servizio ad alto valore tecnologico; non essere risultato di fusione, scissione o cessione di ramo d’azienda. Infine, una startup è innovativa deve rispettare almeno 1 dei seguenti requisiti soggettivi: sostenere spese in R&S e innovazione pari ad almeno il 15% del maggiore valore tra fatturato e costo della produzione; impiegare personale altamente qualificato (almeno 1/3 dottori di ricerca, dottorandi o ricercatori, oppure almeno 2/3 con laurea magistrale); essere titolare, depositaria o licenziataria di almeno un brevetto o titolare di un software registrato.

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