Venerdì, 25 Giugno 2021
Economia

Area Falck: ascesa e discesa della Stalingrado d'Italia

La storia delle acciaierie Falck: al massimo splendore, davano lavoro a 16mila persone

Le acciaierie (di mariarita.g, da Flickr)

Una storia di oltre un secolo, che racchiude in sé una parabola discendente che va dagli anni d'oro delle acciaierie Falck fino all'inchiesta per tangenti aperta dalla Procura di Monza. E' quella dell'area di Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, che una volta rappresentava il fiore all'occhiello dell'industria lombarda e adesso è al centro della cronaca giudiziaria col vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia, Filippo Penati, indagato insieme ad altre persone per concussione, corruzione e illecito finanziamento ai partiti. Illeciti questi che sarebbero avvenuti tra il 2001 e il 2002, ovvero quando il sito immobiliare era nelle mani della famiglia Pasini.

LA NASCITA DELLE ACCIAIERIE - Nel 1906 sorgono le acciaierie Falck a Sesto San Giovanni. Nel 1964 gli stabilimenti raggiungono il massimo splendore al punto che danno posto di lavoro a oltre 16mila dipendenti.

LA CRISI SIDERURGICA - Alla fine degli anni '80, pero', inizia una lunga stagione di crisi del mercato, causata soprattutto dalla forte concorrenza dei poli siderurgici extracomunitari. Nel 1996 tutti gli impianti Falck di Sesto vengono smantellati.

LA VENDITA DELL'AREA AI PASINI - Nel 2000 Giuseppe e Luca Pasini (presidente, quest' ultimo, della Pro Sesto) acquistano dalla famiglia Falck 1,3 milioni di metri quadrati di superficie per 400 miliardi di vecchie lire (circa 200 milioni di euro). L'obiettivo è trasformare il 'vecchio dinosauro' in un quartiere di uffici per quella che allora era Banca Intesa (oggi Intesa SanPaolo), con un progetto di recupero firmato Mario Botta. Poi, però, la banca cambia idea e i Pasini invertono rotta: quartiere residenziale, case, volumetrie importanti. Un progetto che tuttavia si scontra col piano regolatore di Sesto, accendendo un braccio di ferro durato due anni. E così, alla fine, non decolla nulla.

ERA ZUNINO - Nel 2005 l'immobiliarista Luigi Zunino compra l'area per 88 milioni di euro da Pasini. L'imprenditore di Nizza Monferrato, patron del gruppo Risanamento, si affida a Renzo Piano per rilanciare l'area. Ma, travolto da una montagna di debiti per quasi 3 miliardi di euro e col rischio crack alle porte, deve mollare la presa e farsi da parte.

LA RINASCITA CON BIZZI - Lo scorso ottobre (2010), Risanamento, ormai di proprietà delle banche creditrici di Zunino, vende per 405 milioni di euro l'intera area alla cordata immobiliare capitanata da Davide Bizzi, denominata Sesto Immobiliare. Il progetto, ambizioso, decollerà entro fine 2012. Nel piano la creazione del più grande progetto europeo di riqualificazione urbana di ex aree industriali che punta a ridisegnare l'intero territorio di Sesto. Il cantiere comporterà nuova occupazione per circa 3.000 lavoratori per un periodo di dieci anni. Una volta completata la riqualificazione sull'intera area dovrebbero trovare lavoro più di 3.500 addetti.

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