Terremoto in Marche e Abruzzi: allevatori lombardi per salvare gli animali

La mobilitazione di Coldiretti e dell'associazione italiana allevatori

Salvataggio di una vacca dopo il crollo di una stalla (foto Coldiretti)

Effetto "collaterale" del terremoto nel Centro Italia, gli animali sfollati dalle stalle crollate o lesionate. Gli allevatori lombsardi si sono mobilitati ed è già un centinaio il numero di posti messi a disposizione per ospitare le "mucche terremotate" delle regioni coinvolte dal sisma del 18 e 19 gennaio 2017. Lo segnala la Coldiretti che, in tal senso, sta collaborando con l'associazione italiana allevatori per trasferire gli animali dalle aree colpite sia dal terremoto sia dalla nevicata epocale. 

Primo spazio a disposizione in Lombardia sarà la stalla dell'associazione situata a Tripoli di San Giorgio, in provincia di Mantova. "E' una corsa contro il tempo - sottolinea la Coldiretti - per liberare le strade da neve e ghiaccio e raggiungere le stalle isolate da giorni dove occorre garantire l’operatività degli impianti di mungitura e abbeveraggio ma anche la consegna dei mangimi fino ad arrivare al trasferimento degli animali su mezzi idonei ed alla loro sistemazione in nuovi ricoveri".

Esercito e protezione civile stanno collaborando anche in questa direzione. Secondo i calcoli, le aziende agricole e le stalle sepolte dalla neve nelle aree del Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo colpite dal terremoto sono circa 3 mila, con casi di isolamento, nuovi crolli, decine di mucche e pecore morte e ferite, difficoltà per garantire l’alimentazione degli animali, ma anche per le consegne con tonnellate di latte che da giorni si è costretti a gettare a causa dell’isolamento e delle difficoltà di circolazione.

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"Per effetto del maltempo – sottolinea la Coldiretti - è crollata fino al 50% la produzione di latte negli allevamenti in queste zone a causa dello stress termico in una situazione in cui solo nelle Marche si contano ora seicento mucche e cinquemila pecore al freddo nelle neve senza ripari. Si stima infatti che appena il 15% delle strutture di protezione degli animali siano state completate fino ad ora e gli allevatori non sanno ancora dove ricoverare mucche, maiali e pecore, costretti al freddo, con il rischio di ammalarsi e morire, o nelle strutture pericolanti che stanno cedendo sotto il peso della neve e delle nuove scosse". Coldiretti ha attivato anche un conto corrente ("Coldiretti Pro-Terremotati", Iban IT 74 N 05704 03200 000000127000) per raccogliere fondi per aiutare le aree rurali colpite e ricorda che continua la vendita della "caciotta della solidarietà" realizzata con il latte degli allevatori dei territori colpiti. 

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