Economia

Ceta (Trattato Ue-Canada): Coldiretti contro i Consorzi (che sono favorevoli)

Le parole (durissime) del presidente lombardo di Coldiretti

La "guerra contro il Ceta", il trattato tra Unione Europea e Canada, si infiamma. La Coldiretti, che il 5 luglio era davanti a Montecitorio per una manifestazione nazionale contro il trattato, che facilita i commerci tra i Paesi europei e il Canada, ora si trova a dovere fare fronte ai consorzi di prodotti d'eccellenza, che si sono schierati a favore del Ceta.

Coldiretti contro il Consorzio del Grana Padano

Ettore Prandini, vice presidente nazionale e presidente lombardo di Coldiretti, ha commentato molto duramente le dichiarazioni di Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio del Grana Padano, con queste parole: «E' squallido leggere dichiarazioni contrarie al buon senso e soprattutto agli interessi dei produttori che si dovrebbe difendere».

La polemica ruota sui prodotti che pretendono di somigliare a quelli delle nostre eccellenze gastronomiche: il trattato ne ha inclusi 143 di tutta Europa. Secondo il testo del Ceta, il Canada non potrà più permettere che si producano cibi (specialmente formaggi) con nomi somiglianti (ad esempio "Parmesan" per il Parmigiano Reggiano), a meno che non venga scritto chiaramente "tipo", "similar" o così via, e men che meno potranno essere utilizzate bandierine dell'Italia o altre immagini tese a confondere il consumatore. Ma per Coldiretti quello che è rilevante è che il formaggio con nome "Parmesan" potrà esistere. 

Coldiretti sottolinea anche che i Doc, Dop e Igp italiani inclusi nell'accordo sono 41 su 291. Ma essi rappresentano il 92% delle attuali esportazioni verso il Canada.

Trattato Ue-Canada: cosa dice il Consorzio del Grana Padano

Ecco che cosa aveva dichiarato Cesare Baldrighi del Consorzio del Grana Padano, il formaggio Dop più consumato al mondo, che - come molti non sanno - la storia vuole che sia stato "ideato" dai monaci nel Monastero di Chiaravalle, oggi inglobato nella città di Milano.

Baldrighi aveva evidenziato che il trattato Ceta «potrebbe aprire interessanti prospettive di aumento del nostro export e sancire un principio per noi fondamentale, ovvero il riconoscimento delle Indicazioni Geografiche e delle relative denominazioni, anche per quanto riguarda direttamente il settore lattiero-caseario».

Il calcolo del Consorzio è illuminante: si passerebbe da 12 mila a 29 mila tonnellate di Grana Padano vendute in Canada, grazie all'incremento dell'export dall'Unione Europea a dazio zero. L'unico punto in sospeso, per Baldrighi, è la «gestione e la distribuzione delle quote di importazione da parte del governo canadese».

Trattato Ue-Canada: anche altri Consorzi sono favorevoli

E il Consorzio del Grana Padano non è l'unico ad essere favorevole al trattato Ceta tra Unione Europea e Canada. Così ad esempio il Consorzio del Parmigiano Reggiano, che da tempo ha salutato con favore l'obbligo per l'eventuale "Parmesan" di non utilizzare un qualche "italian sounding". Così il Consorzio dell'Aceto Balsamico Igp di Modena, con la presidente Mariangela Grosoli: «L'accordo ci fornisce uno strumento di tutela sul mercato canadese che altrimenti non avremmo. La registrazione della nostra Igp nell’elenco delle denominazioni riconosciute dalle autorità canadesi amplia infatti notevolmente il campo delle possibili azioni di tutela del prodotto e porterà a un’ulteriore crescita della nostra quota di mercato».

Così anche il Consorzio del Prosciutto di Parma e il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, che avevano anche un altro problema: in passato alcuni privati avevano registrato in Canada nomi uguali. Ciò ha fatto sì che, senza un'adeguata protezione normativa, finora ad esempio il San Daniele poteva esssere venduto in Canada solo col nome Authentic Italian Prosciutto. Ora invece si chiamerà Prosciutto di San Daniele. Per il Consorzio, «lo schema alla base dell’accordo tra Ue e Canada pone quindi un nuovo punto a difesa dei prodotti ad indicazione geografica europei che almeno oggi - a differenza di un anno fa - potranno essere esportati con il loro nome, con la possibilità di enfatizzare l’origine italiana degli stessi».

Anche il fronte degli agricoltori è favorevole al Ceta. Confagricoltura, Cia e Copagri, per esempio, cioè i due terzi delle aziende agricole italiane, sottolineano come sia infondato anche lo spauracchio del grano canadese trattato con glifosato: ed in effetti il trattato specifica che devono essere rispettati i requisiti sanitari e fitosanitari del Paese importatore. 

Trattato Ue-Canada: la lotta alla contraffazione alimentare

La lotta alla contraffazione alimentare è una questione seria e importante per i nostri produttori d'eccellenza. Ma i modi per attuarla al meglio sembrano essere diversi dall'opposizione a trattati bilaterali che, invece, contengono importanti riconoscimenti. Il Consorzio del Parmigiano Reggiano, per esempio, ha stretto recentemente un accordo con alcune catene di grande distribuzione negli Stati Uniti per migliorare la comunicazione negli scaffali sull'originale e le copie. E prosegue con la registrazione della denominazione d'origine in quanti più Paesi possibile, ultimi l'India, la Thailandia e l'Azerbaijan. 

E un accordo bilaterale per proteggere circa cento eccellenze Doc, Dop e Igp è stato recentemente stretto (nel silenzio generale) tra Unione Europea e Cina, un mercato vastissimo e ancora in gran parte inesplorato. In tutto questo, c'è ancora un Paese (la Russia) che da una parte, dopo essersi annessa illegalmente la Crimea, a sanzioni estremamente mirate da parte dell'Ue ha risposto con controsanzioni che sono andate a colpire indiscriminatamente tutti i produttori di certe categorie alimentari; e dall'altra arriva addirittura ad esporre a Expo 2015, a Milano, formaggi "fotocopia" di quelli italiani. In quel caso, però, Coldiretti definì semplicemente «spavalda» l'esposizione, dando comunque la colpa «all'embargo» (quello contro i formaggi italiani era stato deciso dalla Russia, non dall'Ue). Lo stesso Ettore Prandini, del resto, ad un recente convegno ha auspicato che «la Russia entri nel contesto europeo per dare più forza all'Europa stessa». E l'italian sounding dei suoi formaggi?

«Il Ceta è decisivo per le nostre produzioni di qualità»

«L'Italia è un paese a forte vocazione esportatrice, aumentare l'export è l'unica vera chance per le nostre imprese per agganciare la domanda globale e tornare a crescere. Il Ceta, primo caso in assoluto, rispetta le tipicità europee e le indicazioni geografiche». Così il movimento Forza Europa del sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova. «Il Ceta - prosegue la nota - fornisce tra le altre cose una cornice giuridica di maggior tutela per le piccole e medie imprese e introduce il riconoscimento di 41 indicazioni geografiche tipiche per i prodotti italiani: un risultato decisivo per le nostre produzioni di qualità che farà da standard per il futuro. Esattamente quanto chiesto per decenni dal nostro paese».

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