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Uffici in Bicocca

Uffici in Bicocca

La "fuga" degli uffici, dal centro alle periferie

Sempre più aziende (ma anche studi professionali) scelgono le nuove costruzioni periferiche dedicate al terziario

La metropoli si evolve. Un tempo gli uffici erano in centro, le case in periferia, insieme alle fabbriche. La novità - un trend ormai certificato - è che il centro storico ha ormai perso appeal per le attività lavorative. Motivo: gli affitti costano troppo e, probabilmente, i palazzi - pur splendidi, imponenti, prestigiosi - non brillano per tecnologia e risparmio energetico, almeno in alcuni casi.

Sempre più appetibili sono invece i nuovi insediamenti del terziario, che costellano le periferie e le semiperiferie. Non c'è quartiere, in prossimità o fuori dalla cerchia della 90-91, che non abbia nuovi centri direzionali. Non sempre facili da affittare, ma più economici di piazza San Babila o corso Italia.

Il calcolo di Bnp Paribas Real Estate, riferito da Repubblica, parla chiaro: 2,8 milioni di metri quadri di uffici in centro, di cui 153 mila vuoti. E l'attività edilizia per il terziario, nelle periferie, non si ferma. Sempre secondo Bnp Paribas, nei prossimi anni saranno pronti altri due milioni di metri quadri nuovi di zecca.

L'esempio più eclatante e noto di questa tendenza è certamente Unicredit, che ha accorpato gran parte dei suoi uffici nella torre di Porta Nuova, affittata ad hoc. Rinunciando di fatto all'identificazione del primo gruppo bancario italiano con piazza Cordusio. Ma si tratta di un fenomeno sempre più diffuso, e non solo per le aziende ma anche, ad esempio, per i più grossi studi professionali: una sede di rappresentanza in centro, la sede operativa fuori dal centro.

Inevitabile pensare al domani. C'è già chi parla di progettare un nuovo sistema di trasporti, perché cambierà il pendolarismo. Sempre meno persone avranno bisogno di recarsi in Duomo e dintorni per lavorare, sempre più persone avranno necessità di trasferimenti da periferia a periferia. Il trasporto pubblico di Milano è invece Duomo-centrico, nel senso che le linee tramviarie e automobilistiche tendono a convergere sul centro storico attraversandolo.

Viene in mente lo spopolamento dei quartieri centrali di Milano. Che da tempo non sono più prevalentemente residenziali e ora rischiano di perdere anche gli uffici. La soluzione più logica sarebbe ripensare il centro come un luogo per vivere, lasciando al mercato la formazione di prezzi più abbordabili, ma la riconversione d'uso degli alloggi (da uffici ad abitazioni) è lunga e con alcuni vincoli burocratici che la rendono non certo immediata.

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