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Approvata vendita A2A e nuova governance

Il comune cederà il 2,5%: il ricavato (65-70 milioni) "per un'opera di valenza straordinaria"

Cessione di A2A: è fatta. Il consiglio comunale è andato avanti tutto il giorno, lunedì 23, e poi ha approvato la delibera che da un lato modifica la governance aziendale e dall'altro, appunto dà il via libera alla vendita di una (piccola) quota, in sintonia con il comune di Brescia che aveva già licenziato una delibera simile.

La quota venduta sarà del 2,5% da parte di Milano e altrettanto da parte di Brescia. Per Milano si tratta di incassare circa 65-70 milioni di euro. Il clima d'aula, che sembrava dovesse essere molto burrascoso, viene invece "stemperato" durante la giornata da due episodi: prima un emendamento bipartisan con cui il consiglio d'amministrazione verrà ridotto da 14 a 12 membri per risparmiare sui costi; poi la destinazione dell'incasso della vendita.

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, aveva affermato in aula che la città ha bisogno di un grande progetto. Di lì a poco viene votato un emendamento di Pietro Tatarella per destinare proprio a un'opera "di valenza straordinaria" il ricavato della vendita. I consiglieri poi si dividono su quale potrebbe essere questa opera di valenza straordinaria. Per Tatarella un piano per le case per chi non può accedere a quelle dell'Aler ma non può permettersi i mutui. Per Marco Cormio e Carlo Monguzzi (Pd), come riferisce il Corriere, un investimento sui parchi. Per Patrizia Quartieri (Sel) per le scuole. E poi case popolari, canale scolmatore di Niguarda, sistemazione dei Navigli. Le idee non mancano. Ma c'è tempo.

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