"Andava a Rogoredo: un (quasi) spettacolo su Enzo Jannacci e Milano" il 27 settembre a San Donato Milanese

"Mettiamola così: Jannacci non ha mai rifatto il verso a nessuno e nessuno lo ha mai imitato" ha scritto Gianni Mura e l'idea di Andava a Rogoredo. Un (quasi) spettacolo su Enzo Jannacci, che sarà presentata a Zig Zag, San Donato Milanese (via Libertà, 10, 02/5272125), 27 settembre 2014, a partire dalle ore 17.30 sarà un modo per stargli vicino, alla nostra maniera, con un racconto fatto di dovuto rispetto e un pizzico impudenza.

Andava A Rogoredo è un (quasi) spettacolo sul primo Jannacci in milanese, tra il 1964 e il 1966 ed è un racconto che parte da lontano, dalla fine degli anni Cinquanta, e che incontrerà nel suo cammino decine di persone di cui, a seconda degli snodi che prenderà il racconto, si finirà col parlare: Nanni Ricordi, Gino Paoli, la Callas, Gaber, Tommellieri, Reverberi, Endrigo, Tenco, Vanoni, Bindi, Milly, Mina, Tony D'Allara, Everly Brothers, "il Buratti", Celentano, Intra, il Modern Jazz 4tet, Chet Baker & Gerry Mulligan, Clark Terry, Dario Fo, Cochi e Renato, Crivelli, Carraro, Tinin Mantegazza, Felice Andreasi, Lino Toffolo, De Andrè, i Beatles, i Gufi, De Sica, Zavattini, Beppe Viola e Sandro Ciotti, Strehler, Carpi, Teocoli, Valter Valdi, Franco Parenti, Gigliola Cinguetti e De Gregori. E poi i luoghi: Rogoredo, il Naviglio, la Breda, la Balera Di Frà, Porta Romana, Porta Vigentina, Piazza Napoli ("ier sera pioveva"), el Domm, via Canonica e il Carcano, il Santa Tecla, la Ricordi, la Jolly, Miracolo A Milano, Lambrate, l'Ortica e Piazzale Susa, il 28 (inteso come tram), San Vittore, Piazza Sant'Ambrogio, Piazza Beccaria, Venegono Como e Viandrate, il Cattaneo, il Derby, Il Club 64, il teatro Odeon, la 93 e Piazzale Corvetto, la resistenza e la difesa della caserma di piazzale Novelli e tutta una toponomastica milanese che non è difficile ricostruire per chiunque sia nato con le sue canzoni e in quella città strana chiamata Milano.

A delimitare questa importante mappa saranno un pugno di canzoni scelte tra quelle scritte e pubblicate tra il 1964 e il 1966 dalla Jolly. Una straordinaria selezione che rappresenta il giovane Jannacci: quello che scriveva in milanese, quello che fece tesoro della gavetta preziosa fatta suonando rock and roll e jazz in una scena milanese vivacissima (il Clan di Celentano, Gaber, Mina, Tenco e tanti altri) che stava rivoluzionando la musica italiana nella forma e nel contenuto e saranno interpretate da due musicisti speciali. Paolo Ronchetti, 1962, è cantante e chitarrista appassionato di musiche. Suona e canta in numerosi progetti che vanno dalla musica improvvisativa più radicale al pop meno banale passando attraverso il soul, il rock, il jazz e la canzone d'autore. Scrive di cinema e musica su siti on line e riviste cartacee. Gabriele Paludetto, poco più che ventenne è chitarrista raffinato ed incisivo. Formato da ascolti musicali continui e dalla frequenza al CPM e alla Civica Scuola di Jazz di Milano suona in numerosi progetti. Lo stile, ormai maturo per tecnica e sensibilità, trae ispirazione dallo stile classico e vitale di Django Reinhardt come da quello iconoclasta e selvaggio di Marc Ribot.

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