Domenica, 16 Maggio 2021
Eventi Isola

"Buon lavoro" in scena Milano dal 26 febbraio

Vogliamo dare voce al mondo del lavoro e alle sue contraddizioni. Vogliamo farlo facendo parlare le persone, senza retorica, raccontando le loro differenti storie di lavoro stabile, precario, sommerso o inesistente e l’impatto che quelle storie hanno sulla qualità della loro vita e sul futuro di tutti noi.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

FARNETO TEATRO
presenta

Dopo un viaggio che dal 2013 porta Farneto Teatro in giro per l'Italia con un registratore per raccogliere storie di lavoro, arriva al Teatro Verdi di Milano lo spettacolo Buon Lavoro.Uno spaccato dell'Italia, del lavoro, delle nostre virtù e contraddizioni: Ilva, amianto, operai di ieri e di oggi, ferrovieri, maestri, giovani precari, esodati, sono alcuni dei volti che compongono questo affresco contemporaneo.

Buon Lavoro è un progetto nato dalla collaborazione di Farneto Teatro e CGIL Lombardia con l'obiettivo di generare una riflessione sul senso del lavoro, che si allontanasse dalla retorica delle opinioni per attivare invece un processo di partecipazione e coinvolgimento del maggior numero possibile di lavoratori e lavoratrici attraverso il racconto delle loro storie di vita e di lavoro.

Lo spettacolo si costruisce a partire da un viaggio che ha portato i giovani attori della compagnia, dal 2013 ad oggi, a incontrare lavoratori e lavoratrici di diverse parti d'Italia e di differenti categorie per raccoglierne racconti, opinioni e testimonianze sul mondo del lavoro di ieri, di oggi e di domani.

Si è prodotto così un affresco di storie personali restituite sulla scena attraverso un'alternanza di monologhi, dialoghi e cori che, nella loro costante rielaborazione, sono in grado di restituire un report fedele del mondo del lavoro con le sue contraddizioni, discriminazioni, conflitti, attese e speranze.

Maurizio Schmidt ed Elisabetta Vergani coordinano il lavoro di una compagnia di giovani attori che si sono trasformati per l'occasione in reporter "senza patente" per dare voce al mondo del lavoro: al quello dei giovani, a quello delle donne, al lavoro che c'è, a quello che non c'è, a quello che non si vede e a quello che vorremmo che ci fosse.

In scena, insieme a Elisabetta Vergani, ci sono Lorenzo Frediani, Marta Lunetta, Giuseppe Palasciano, Emilia Scarpati Fanetti, Silvia Valsesia, la musica dal vivo è composta ed eseguita da Giulia Bertasi. Regia di Maurizio Schmidt, con l'assistenza di Maria Vittoria Bellingeri. Organizzazione generale di Davide Pansera, segreteria organizzativa di Valentina Brignoli.

Dal 26 febbraio al 15 marzo lo spettacolo arriva al Teatro Verdi di Milano arricchito da nuove testimonianze raccolte nei primi mesi del 2015 in tutta Italia e soprattutto in Lombardia, e che genereranno attenzione intorno alla tradizione produttiva del territorio.

Molti, inoltre, i progetti collaterali che affiancano la costruzione di quest'edizione di Buon Lavoro: dai workshop con gli studenti di Scienze Politiche e Scienze dello Spettacolo dell'Università Statale di Milano, ai momenti di confronto dedicati alle rappresentanze sindacali e della sicurezza e salute del lavoro.

BUON LAVORO
Dal 26 febbraio al 15 marzo

Teatro Verdi

Via Pastrengo 16, Milano

Da martedì a sabato ore 21.00 | domenica ore 16,30

Biglietto Intero 20€ - convenzioni 14€ - ridotto 10€

prenotazioni: 02 27002476 - 02 6880038 


La drammaturgia

Lo spirito del progetto è quello dell'opera teatrale "aperta". Il testo è in costante rielaborazione, report fedele di un mondo del lavoro in continua trasformazione.

Il metodo di lavoro coincide quindi con la forma dello spettacolo: le storie raccolte vengono integrate tra di loro, con l'intento di restituire una narrazione collettiva di ciò che si è ascoltato. Lo sguardo è quello di cui è capace il teatro: sulla persona umana che è il lavoratore e sulla capacità che ha il lavoro di mettere in relazione gli uomini, indagando là dove le altre forme di comunicazione non hanno più parole e rischiano la retorica.

Buon Lavoro pone così gli spettatori di fronte alla complessità, piuttosto che spiegarla attraverso tesi precostituite: è un report abitato dalle figure del mondo del lavoro di oggi che raccontano con le loro parole le loro storie di lavoro stabile, precario, sommerso o inesistente e l'impatto che hanno sulla qualità della loro vita e sul futuro di tutti noi.

Perché BUON LAVORO

Al bar o in metropolitana, sul posto di lavoro o nel saluto al suo papà di un bambino che va a scuola, "Buon Lavoro" è una delle frasi più usate che ci siano. Ma è davvero buono quel lavoro?

Quella frase oltre ad essere un augurio è soprattutto un obbiettivo, perché il lavoro molto spesso non è affatto buono. Perché è nero, precario, sommerso, schiavizzato, inesistente, introvabile, luogo di esclusione; perché la friabilità dei suoi diritti crea rabbia, assenza di ruolo, conflitto di genere, assenza di autonomia; e perché la sua negazione pone in conflitto chi lo cerca e chi lo difende, rende impossibile l'ingresso nella vita adulta per i giovani, ribadisce un'assenza di parità per le donne per le quali il lavoro di cura, invisibile e non retribuito, spesso è costrizione e non scelta. E perché di lavoro troppo spesso si muore per mancanza di prevenzione, sicurezza, cura della salute, proprio in quei luoghi che dovrebbero essere portatori di vita e non del suo contrario.

Per la verità è sempre più difficile dire "Buon Lavoro" in una società dalle nuove e sempre più grandi diseguaglianze; e non è facile parlare delle paure, delle contraddizioni e delle rivalità che si generano mentre ci scambiamo quella frase.

Guardarlo davvero il lavoro, contrapponendo il punto di vista di chi ama il proprio lavoro con il punto di vista di chi ne è umiliato per la sua alienazione o mancanza, può costituire non solo una denuncia, ma anche una enunciazione. Che "Buon Lavoro" diventi davvero Lavoro Buono.

Farneto Teatro

Farneto Teatro é un'associazione culturale fondata da Elisabetta Vergani e Maurizio Schmidt la cui finalità é l'integrazione fra teatro, musica ed arti visive. La sua progettualità deriva da questa caratteristica elettiva: vi sono associati decine di professionisti nei vari settori culturali.

I suoi progetti mirano alla produzione di eventi ispirati ad una visione civile dell'avvenimento spettacolare ed alla valorizzazione culturale di spazi sociali carichi di memoria. I suoi campi di intervento sono fondamentalmente due: il "teatro fuori dal teatro" (in cui è uno dei gruppi pilota italiani) ed il "teatro dentro il teatro", anche se alla perenne ricerca di un allargamento dei suoi confini.

Nei suoi più che 20 anni di attività Farneto Teatro ha collaborato attraverso coproduzioni, residenze e ospitalità con molte istituzioni culturali italiane - teatri, festival, compagnie, fondazioni - mantenendo come territori di elezione e maggiore radicamento l'Umbria e la città di Milano.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Buon lavoro" in scena Milano dal 26 febbraio

MilanoToday è in caricamento