"Ci scusiamo per il disagio", l'inchiesta sui disagi dei pendolari

"Sui marciapiedi dei binari restano almeno 200.000 pendolari che vorrebbero prendere il treno ma non lo fanno perché fa ritardo, è sovraffollato, devono stare al freddo o in piedi. E quindi si spostano in auto". A dirlo è il responsabile di Legambiente Dario Balotta, che definisce la domanda pendolare in Lombardia "feroce".

Partiremo da qui, giovedì 10 marzo per presentare, alle 18.30, il libro-inchiesta dei giornalisti Gerardo Adinolfi (Repubblica) e Stefano Taglione (Il Tirreno), Ci scusiamo per il disagio (Treni, pendolari e odissee tutte italiane), edito da Round Robin editrice. Alla Libreria Popolare di Milano, in via Alessandro Tadino 18, alle ore 18:30 interverranno, con gli autori, l'Assessore Regionale ai Trasporti Alessando Sorte, il responsabile di Legambiente Lombardia Dario Balotta, la rappresentante regionale dei pendolari Lucia Ruggieri. L'incontro organizzato in collaborazione con Legambiente Lombardia e Quellideltreno- Comitato pendolari bergamaschi.

Il libro è un viaggio-reportage dalla Sicilia al Piemonte sui treni regionali, Intercity e dell'Alta velocità per scoprire, e spiegare, l'origine di ritardi e disservizi. E perché l'Italia è sempre più un Paese a due velocità. Non solo per il divario di investimenti e performance fra treni ad alta velocità e regionali ma anche perché, come dimostrano le testimonianze dei viaggiatori e degli addetti ai lavori, spostarsi in treno al Sud non è semplice come farlo al Nord. Tra i debiti che negli anni le Regioni hanno contratto con le aziende di trasporto, come in Calabria e in Campania e i treni sempre più vecchi a rimetterci sono i 2,77 milioni di pendolari dei treni italiani che ogni giorno si spostano su carrozze vecchie, sovraffollate e in ritardo.

Adinolfi e Taglione hanno così viaggiato con i pendolari siciliani che per i 106 chilometri tra Ragusa e Siracusa impiegano più tempo che da Firenze a Milano con le Frecce o con gli Italo e, risalendo lo Stivale, hanno scoperto cosa non va sui treni di Calabria, Campania, Basilicata, Lazio, Marche, Toscana, Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte. A fine viaggio l'intervista esclusiva con un capotreno aggredito e accoltellato dopo aver chiesto il biglietto a un passeggero. A distanza di tempo, sui treni, lui che dovrebbe lavorarci, non riesce ancora a risalire.
 

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