"The Idol": 100 biglietti omaggio per i lettori di MilanoToday al cinema Apollo

The Idol racconta un'incredibile storia vera: Mohammed Assaf, rifugiato palestinese di Gaza, ventiduenne, ha conquistato i cuori di un'intera regione quando ha vinto "Arab Idol"

Una scena del film

Arriva al cinema “The Idol” di Hany Abu-Assad: l'anteprima il 4 aprile 2016 all'Apollo (galleria De Cristoforis 3, ore 21). 

MilanoToday ti invita all'anteprima per il lungometraggio ispirato all’incredibile storia vera di Mohammed Assaf. 

A disposizione 100 biglietti omaggio per voi. Per prenotare il tuo posto in sala bisogna iscriversi a questo sito: ogni mail dà diritto a un massimo di due biglietti, e bisogna indicare nome e cognome dei partecipanti.

The Idol racconta un’incredibile storia vera: Mohammed Assaf, rifugiato palestinese di Gaza, ventiduenne, ha conquistato i cuori di un’intera regione quando ha vinto "Arab Idol" (la versione araba di "American Idol"), nel 2013. Per una notte Mohammed è diventato un simbolo di pace possibile. Cresciuto a Gaza, per pagarsi gli studi universitari ha cantato ai matrimoni e guidato un taxi. Durante l’occupazione e l’assedio ha perso i suoi amici e i suoi cari. Ciò nonostante, non ha mai perso la speranza, è riuscito a scappare da Gaza e a raggiungere Il Cairo per le audizioni di "The Idol".

Quando inizia a cantare, la sua performance commuove tutta la sala d’attesa e in particolare un altro giovane artista palestinese, che gli cede il proprio numero dandogli così la possibilità di esibirsi. Il resto è storia vera, la finale dello show è stata uno degli eventi tv più visti nella storia araba; 10 milioni di persone nell’intera regione. La storia di Mohammed è diventata un film, "The Idol", in arrivo anche sui nostri schermi.

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Il commento del regista sul film: “Mi sono sempre chiesto il motivo per cui volevo scrivere e dirigere il film, e ho speso due anni della mia vita lavorando duramente per completarlo. Nel caso di “The Idol”, la risposta è chiara e semplice. La storia di Mohammed Assaf è una storia veramente incredibile, persino per uno come me, che tre settimane prima aveva vinto il premio Un Certain Regard al Festival di Cannes. Ero più galvanizzato per la vincita di Assaf che per il mio premio. Ero completamente assorto nella telecamera, nella piazza di Nazareth, insieme a altre migliaia di persone e simultaneamente attendavamo il verdetto finale di Arab Idol; nel momento della vittoria ho saltato, e ho esultato come un bambino, penso di non aver provato quella frenesia per un bel po’ di tempo. Quando Ali Jafar mi ha proposto di dirigere la storia di Mohammed Assaf, mi è venuta la pelle d’oca e mi sono emozionato. Sapevo, che avrei fatto tutto il possibile per fare di questa storia un grande film. Vedo “The Idol” come una sfida, una lotta e la voglia di sopravvivere anche a dure e a estreme circostanze. E’ una storia di speranza e successo, dove un fratello e una sorella sono capaci di trasformare i loro svantaggi in benefici, ciò che è impossibile diventa possibile, chi proviene dal nulla e supera tutte le difficoltà, sconfigge la povertà, l’oppressione e l’occupazione. Mohammed e Nour hanno l’abilità di mutare l’orrore in bellezza, ovvero hanno il potere di alimentare e nutrire la speranza”.

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