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Diabete - Milano accoglie le principali società scientifiche e associazioni lombarde impegnate nella lotta alla patologia

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Diabete, Istituzioni della Regione Lombardia, professionisti della Sanità e pazienti si sono riuniti per fare il punto sull’assistenza offerta ai circa 500.000 lombardi con diabete. Secondo gli esperti, anche la tecnologia e le soluzioni digitali svolgono un ruolo sempre crescente nella cura del diabete

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Porre la persona con diabete al centro del sistema di cura e assistenza è una priorità, un messaggio forte che ha caratterizzato l’evento “Insieme in Lombardia per la giornata mondiale del diabete”, incontro realizzato a Milano con il Patrocinio della Regione Lombardia e della Società Italiana di Diabetologia, oltre che con il contributo incondizionato di Johnson & Johnson Diabetes Care Companies. L’iniziativa aveva come obiettivo quello di dar voce a tutti gli attori impegnati nella lotta alla patologia diabete. Istituzioni della Regione Lombardia, tutte le principali società scientifiche e associazioni di pazienti si sono riunite al fine di tracciare una panoramica sulle condizioni attuali e sulle prospettive future dell’assistenza offerta ai circa 500.000 lombardi che convivono con il diabete. Un dato che diventa ancor più preoccupante se si considera il numero di cittadini che rischiano di ammalarsi, o che si sono già ammalati pur non sapendolo ancora: solo in Lombardia, circa 150.000 residenti ignorano di essere affetti dalla patologia. Il diabete è una condizione che minaccia non solo la salute dei cittadini, ma anche quella delle casse dello Stato, se si pensa che curare il diabete in Lombardia costa alle casse della Regione 1 miliardo di euro all’anno sui 18 complessivi di spesa regionale. Una fotografia complessa che ha contribuito a favorire l’organizzazione dell’evento alla vigilia della Giornata Mondiale del Diabete, campagna mondiale istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità proprio allo scopo di sensibilizzare e informare la popolazione globale sulle problematiche correlate al diabete. Per arginare questa dilagante epidemia, nel corso dell’iniziativa gli esperti hanno rilevato che – oltre la prevenzione e l’educazione terapeutica – un valido supporto nella gestione della patologia può giungere dalle soluzioni digitali. Secondo quanto emerso, 6 italiani su 10 possiedono uno smartphone, mentre il 12% dei cittadini è proprietario di un tablet. Tra questi, una parte di utenti naviga alla ricerca di informazioni relative all’ambito della salute: il 40-60% dei pazienti è connesso per valutare le possibilità di trattamento della patologia di cui è affetto o semplicemente per comunicare con il proprio medico, mentre il 20-30% della community cerca un supporto emotivo/psicologico o di stimolare l’attenzione al problema. Tra le diverse soluzioni digitali che sono al momento disponibili per supportare le persone con diabete, i relatori hanno ricordato anche le App che, pur non sostituendosi all’educazione terapeutica e al rapporto con il medico, possono comunque offrire un sostegno concreto, contribuendo per esempio alla condivisione di alcuni dati con il medico curante. A conferma dell’utilità di questi strumenti, l’International Diabetes Federation (IDF) ha raccomandato alla classe medica di acquisire sempre maggiore familiarità con il mondo delle App, al fine di ottimizzarne l’utilizzo; in aggiunta, una serie di reviews e metanalisi hanno mostrato evidenza nel controllo del diabete di tipo 2, in particolare riferimento per i pazienti giovani. Un progresso tecnologico che apre nuovi possibili scenari per la diabetologia del futuro, con scambi di informazioni più regolari tra centro e paziente, visite virtuali per discussione dei dati in remoto, riduzione della necessità di controlli per le complicanze con raggiungimento controllo metabolico e conseguenziale diminuzione delle spese e dei costi sociali. In aggiunta, gli interventi dei relatori – tra i quali l’Assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, il Presidente della Terza Commissione Regione Lombardia, Fabio Rolfi, il Presidente Società Italiana di Diabetologia Lombardia e Responsabile Scientifico dell’incontro, Dott. Giuseppe Lepore e Dott. Riccardo Bonfanti del Dipartimento di Pediatria e Diabetes Research Institute IRCCS Ospedale San Raffaele Milano - hanno sottolineato come si rendano sempre più necessari modelli gestionali e organizzativi innovativi. A tal proposito, di recente la Regione Lombardia ha affrontato il problema delle patologie croniche, prevedendo già a partire dai prossimi mesi l’attivazione di una serie di nuove modalità di presa in carico del paziente diabetico. Tale approccio, che si discosta dai modelli tradizionali, consiste nella riorganizzazione della filiera erogativa fra ospedale e territorio attraverso la presa in carico della persona, che diventa elemento centrale del percorso e ha fra gli obiettivi principali l'eliminazione della frammentazione dei processi. In quest’ottica la teleassistenza può rappresentare un’ottima opportunità per incoraggare la persona con diabete a elevare le sua capacità di autogestione della malattia, con la potenzialità di ridurre le visite non programmate o non necessarie e gli eventuali accessi al pronto soccorso. Infine, gli esperti hanno rilevato come la prevenzione possa rappresentare uno tra gli strumenti principali per contenere l’emergenza diabete: adottare le buone abitudini della dieta mediterranea per favorire il calo di peso, trenta minuti al giorno di attività fisica moderata per tutti i giorni, sono alcune delle sane abitudini che possono aiutare nella prevenzione alla patologia.

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