Enrico Baj. Il potere dell'ironia

La galleria Pisacane Arte in associazione con A Me Gli Occhi Arte inaugura, martedì 10 settembre alle ore 18.30 in via Pisacane 36, Milano, la mostra "Il potere dell'ironia", esposizione personale di Enrico Baj. Fra i più importanti artisti italiani, ha attraversato la stagione degli anni Cinquanta e Sessanta accanto ai grandi nomi come Fontana, Manzoni e Klein,erede dello spirito surreal-dadaista e sperimentatore di tecniche e soluzioni stilistiche inedite. Nel 1951 insieme a Dangelo e Dova promuove il Movimento Nucleare. Nel '57 redige il manifesto Contro lo stile, un attacco al formalismo e alla sua serialità, da qui prendono forma i suoi collage, caratterizzati dai materiali più disparati come passamaneria, bottoni, conchiglie, specchi, medaglie e bottoni. Pervasi da una vena giocosa ed ironica, restituiscono una versione grottesca del potere e delle società. Non a caso i soggetti più frequenti sono quelli riferiti al mondo militare, i suoi generali sono degli ominidi antropomorfi, mollicci e privi di qualsiasi autocontrollo.
L'opera di Baj si articola in diversi periodi, tutti improntati all'ironia giocosa, che si ritrova sia nella tecnica, che nel soggetto. Anarchico, lotta contro l'abuso di potere, il suo linguaggio è ludico e dissacrante. Il potere è quindi l'oggetto a cui è indirizzata la sua polemica, sempre ironica. In particolare è quello militare ad essere messo sotto accusa con i “Generali”, ai quali fanno da contraltare le “Dame”. I primi tronfi e vanitosi, ma estremamente goffi, le seconde piene di orpelli, portano nomi altisonanti, ma decadenti, sono inconsistenti e attraverso lo sfarzo, cercano invano di mascherare questo vuoto. La mancanza di sostanza è sottolineata dall'uso di tutti questi materiali, che creano i famosi collage di Baj: le figura sono piene di oggetti, ma svuotate nell'essenza. Si tratta di mostri, simboli di follia, ignoranza e cattivo gusto.
L'uomo di Enrico Baj è un'icona anti-militarista. Un generale che riassume tutte le piccolezze della retorica e dell'arroganza del potere, lo svelamento di una grandezza solo apparente, dietro la quale, si cela un fantoccio senza anima né personalità.
La denuncia è forte, ma non greve perché, come lo stesso maestro affermava: “La Pittura è una via – una via che ho scelto - verso la libertà. È una pratica di
libertà”
o ancora
“Il mio lavoro confina con il gioco, a tal punto che spesso uso, quale materiale pittorico, veri e propri giocattoli”
In mostra circa 30 opere tra tele e le celebri grafiche (collage). I soggetti sono quelli più amati di questo maestro contemporaneo, tra generali, dame, parate e militari. Saranno poi visibili alcune opere uniche che impreziosiranno l'esposizione. Si potranno trovare anche opere tratte dai libri, che Baj amava profondamente perché riteneva una forma d'arte ibrida, ma, contemporaneamente, completa. Esposti ci saranno collage tratti da “Le cravate ne vaoute pas une Médaille” o ancora l'intera suite dedicata ai generali piangenti “Larmes de Généraux”.
Baj analizza il mondo dell'arte tenendo sempre d'occhio le trasformazioni politiche e sociali del tempo, proiettando nelle sue opere le preoccupazioni e le paure del futuro. Manifesta un grosso impegno contro ogni tipo di aggressività, l'intera opera di questo importante artista racconta e denuncia degli abusi del potere e dei molti mali della società contemporanea.

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