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"Fierezza femminile" a Varese

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Nella giornata di sabato 18 aprile, il Movimento Sociale - Fiamma Tricolore e la Gioventù della Fiamma hanno aderito all'iniziativa, varata a livello nazionale dalla Responsabile alle Politiche Femminili Anna Zolla, e denominata "Giorno della Fierezza Femminile".

Gazebi e banchetti sono stati allestiti in molte città italiane, con l'obbiettivo primario di sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della tutela della popolazione femminile e censurando ogni forma di violenza fisica e psicologica. In Lombardia è stata scelta la città di Varese per promuovere l'iniziativa, che ha avuto un ottimo riscontro da parte della popolazione e testimoniato non solo da un concreto afflusso presso il gazebo , ma ancor di più dall'alto numero di sottoscrizioni al Movimento stesso.

Presenti in piazza, oltre alla stessa organizzatrice, anche il Segretario Nazionale Attilio Carelli, il Componente della Segreteria Nazionale Politica Antonio Simone, il Commissario della Lombardia Giampiero Castelli e molti militanti lombardi.

"Abbiamo scelto di ribadire la nostra posizione, - ha dichiarato Anna Zolla - nettamente a protezione della donna. Sono già 53, le donne uccise dall'inizio del 2015 e la maggior parte dai propri partner, sono un'emergenza che come tale và combattuta". " Dobbiamo tutelare le donne nella loro libertà di autodeterminazione, - ha continuato il Segretario Nazionale Attilio Carelli - i femminicidi vengono consumati da uomini che non sopportano questa libertà e tentano giornalmente di limitarla o eliminarla".

"Ma la violenza si può prevenire - ha concluso Antonio Simone - spesso le donne sono le prime a non voler denunciare per il bene e la pace della famiglia, ma quella pace non esiste più se c'è violenza. Non sottovalutate le prime avvisaglie di violenza, anche quella psicologica, fatevi forza e denunciate".

Il poeta francese Arthur Rimbaud, disse a proposito della donna "La donna sarà anch'essa poeta quando cesserà la sua schiavitù senza fine, quando avrà riconquistato per sè la propria esistenza. Nel momento in cui l'uomo, che è stato fino ad allora ignobile nei suoi riguardi, la lascerà libera.

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