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Milano Pride: il serpentone colorato "abbraccia" il centro

Migliaia i partecipanti nonostante la pioggia. Non mancano le polemiche. Iezzi (LN): "Pisapia favorisce la lobby gay invece che le famiglie". Pisapia: "Non potevo mancare. Milano ha fatto passi da gigante; ma molto è ancora da fare"

Milano Pride (foto Migliaccio)

Anche quest'anno Milano è diventata il palcoscenico multicolore che ha ospitato il Pride 2014, manifestazione per la difesa dei diritti del mondo Lgbta (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) e la orgogliosa rivendicazione di ogni orientamento sessuale, contro ignoranza e discriminazione.

Il messaggio è diventato una festa, tra canti, balli e l'immancabile tocco di esibizionismo. La parata è stata animata da gruppi musicali e artisti di strada.

Il Pride 2014 si è caratterizzato inoltre per la particolare attenzione ad ecologia e sostenibilità: sono mancati carri e mezzi pesanti e a locandine e volantini sono stati preferiti i social network.

Il corteo è partito dalla Stazione Centrale ed è arrivato in Porta Venezia, denominata per l occasione Pride Square. La pioggia non ha demotivato i tanti partecipanti che hanno approfittato dell'evento anche per mandare un messaggio chiaro alle forze politiche: riconoscere al più presto i diritti delle coppie gay. 

Non sono mancate, ovviamente, le polemiche. "Pisapia (Giuliano, sindaco di Milano ndr) continua nella sua politica di distruzione delle famiglie e di sostegno alle assurde richieste della lobby gay", ha detto Igor Ghezzi, segretario del Carroccio milanese. "La lobby gay riesce a condizionare in tutto e per tutto la giunta milanese ottenendo qualsiasi privilegio. L'ultimo è l'apertura dell'assessore Majorino (Pierfrancesco, Politiche sociali, ndr) alla registrazione dei matrimoni tra omosessuali. Tutto questo a scapito delle famiglie, le uniche, quelle vere, che si ritrovano solo tasse su tasse e rincari pesanti sulle tariffe".

Non si è fatta attendere la replica dei primo cittadino, presente alla kermesse: "Abbiamo fatto dei passi in avanti ma dobbiamo fare passi da giganti. Molte persone mi chiedevano se sarei venuto. Come puo' non essere presente un sindaco quando si parla di diritti civili? Vorrei che il Pride di Milano - ha continuato - si trasformasse e portasse questi temi in ogni parte del mondo e da qui lanciamo un appello al Parlamento che puo', in tempi brevi, fare un salto di qualita'. Milano ha fatto la sua parte con la Casa dei diritti e il registro delle unioni, ma c'e' ancora molto da fare. Per questo diciamo a chi non c'e' che ha perso una grande occasione".

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