rotate-mobile
Lunedì, 29 Novembre 2021
Eventi

«Colorati e patrocinati. Pisapia, l'omofobia si porti via»

Dieci carri, dodici associazioni coinvolte, più di 50.000 partecipanti. Questi i numeri del Gay Pride milanese. Una coppia si è anche sposata in una chiesa valdese.

"Noi non siamo contro la famiglia anzi ne formiamo una anche noi". "Spagna, Portogallo, Sudafrica. Quando arriva l'Italia?". "Letizia guardaci: belli, fieri, colorati e patrocinati. Pisapia, l'omofobia si porti via".

Sono solo alcuni degli striscioni che volteggiavano sotto un sereno cielo milanese, è l'orgoglio gay a rivendicarli, arrivato anche a Milano per dire, urlare, "Milano siamo anche noi", oggi, proprio nel giorno in cui New York festeggia il sì alle nozze gay. Un serpentone di migliaia di persone, tra gay, lesbiche, trans, bisessuali, ma anche cittadini comuni e curiosi. Tutti a prendersi "posssesso" di Milano, tutti ad attraversarla, da corso Buenos Aires fino a piazza Castello.

Tutti colorati, soprattutto di rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola, i colori della bandiera sotto la quale nasce il gay pride, quella che rivendica il diritto all'amore. In ogni caso, in ogni forma. Piume, pallettes, cerchietti, coriandoli, palloncini, bandiere arcobelano, ali di angeli, parrucche e costumi nati per stupire. Il popolo LGBT in corteo a Milano è di tutte le età, di tutte le razze. Poi c'è qualcuno anche in jeans e maglietta e qualcuno senza troppi vestiti. Qualcuno si bacia, qualcuno si tiene per mano, ma tutti ballano e cantano sulle note di Raffaella Carrà, Lady Gaga e Gloria Gaynor. Il gay pride di Milano non ha una "madrina dell'evento": "La nostra madrina è MIlano", dice Luca Gibelli, consigliere comunale Sel.

Gay Pride Milano 2011 - Foto di Federica Sciacca

E continua: "Non ci serve altro. Milano ci patrocina, e oggi a proposito di orgoglio non potremmo esserlo di più. C'è un'atmosfera di cambiamento in questa città e per questo non c'è solo soddisfazione ma entusiasmo. La risposta della città non poteva essere più positiva", conclude. E proprio alla fine della manifestazione, mentre qualcuno euforico fa il bagno alla fontana di piazza Castello, arriva anche il messaggio del sindaco, letto dall'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino e seguito da un boato di appluasi e commenti entusiasti: "Buona Milano, accolgo la vostra manifestazione con soddisfazione perché dopo 18 anni di chiusura e ostracismo è stata approvata all'unanimità dalla giunta di Milano la concessione del patrocinio di quello che consideriamo un momento importante di accoglienza e di riconoscimento di una parte della cittadinanza.

GUIDO E CIRO SPOSI A MILANO

E conclude: "Nella nostra Milano non ci saranno ghetti, non ci saranno esclusi ne' invisibili sara' forte il mio impegno per evitare qualsiasi discriminazione e per combattere la cultura omofobica". Dieci carri, dodici associazioni coinvolte, più di 50.000 partecipanti, una madrina d'eccezione. Più orgoglio di così...

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Colorati e patrocinati. Pisapia, l'omofobia si porti via»

MilanoToday è in caricamento