Martedì, 18 Maggio 2021
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Tark

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Musica elettronica accompagnata da video suggestivi per la mente: nasce così il "Tark musical-mente contaminata". Lei, all'anagrafe Giulia Fossati, ha 26 anni, a 15 anni studiando batteria con il maestro Fran­cesco D'Auria e Bru­no Saitta. Nel corso degli anni si avvicina a strumenti diversi quali il basso elettrico ed il sintetizzatore. Dal 2012 inizia a comporre musica elettronica sperimentale, mescolando trip hop, musica lounge, e musica etnica-tribale. Secondo Tark, nome d'arte, la conoscenza della musica è infi­nita e intende percorrere questo viaggio inizia­to all'alba dei tempi e che non finirà mai. A Giugno 2013 è uscito il suo primo EP "Boxer's Trip". Giulia Fossati "aca" Tark.

Da dove deriva questo nome ?

"Il nome Tark l'ho scelto per il sound fermo e deciso che la parola possiede, e questo suono mi ricorda anche una persona speciale. Mi capita spesso di abbinare suoni e ritmi a tutto ciò che mi circonda"

Hai realizzato un progetto di musica e proiezioni, come nasce questa idea ?

"Mi sono ispirata ai light show dei Pink Floyd, e nel mio piccolo ho voluto cercare di creare quella suggestione che può suscitare il connubio musica/immagini e video proiettati. La musica che compongo evoca atmosfere e mi diverto nell' abbinarle a dei video a cui penso personalmente. Vorrei "rapire" il pubblico e farlo entrare nel mio mondo, suscitar loro emozioni anche attraverso le proiezioni".

Da chi hai preso la passione per la musica ?

"Non saprei davvero, l'ho scoperta da sola, in casa non si ascoltava molta musica, forse perchè smontavo tutte le radio che trovavo nei paraggi! Dovevo capire da dove arrivava la musica".

Quando ti sentirai totalmente realizzata ?

"Lo sono già, grazie alla passione per la musica ho intrapreso un percorso che non ha come ultimo fine quello di raggiungere un obbiettivo, ma ha il fine di vivere tutti i giorni a contatto con la musica. Non è un rapporto uno a uno ma uno a mille, la musica è condivisione e a parte il comporre musica elettronica suono il basso per le strade di Milano con "Le strade Popolari" e in quei momenti sono totalmente realizzata; sulla strada il contatto con la gente attraverso la musica è fantastico. Con la musica elettronica è un pò più complicato creare questa condivisione ma con l'utilizzo delle proiezioni, si crea un clima più favorevole nel quale il pubblico si lascia andare e si crea sintonia"

Perché proprio la tastiera/campionatore ? "Utilizzo il sintetizzatore come semplice "generatore di suoni", come se fosse una libreria dalla quale attingo quel suono che desidero in quel momento per quel preciso brano. Il sinth che adesso sto usando ha al suo interno una quantità enorme di suoni e con l'aiuto del computer attraverso Logic e Reaper ( software) riesco a comporre i miei brani. Questo per quanto riguarda il lavoro "in studio", nei live diventa uno strumento da suonare, scusate il giro di parole, dal vivo, quindi lo suono come una tastiera"

Cosa fai nella vita oltre a suonare ?

"Lavoro come fonico e insegno batteria per una Associazione Culturale del mio quartiere che ha l'obbiettivo di far emergere nei bambini quella passione, per la musica e per l'arte che hanno già dentro in modo positivo e per la loro crescita personale"


Come possiamo definire la tua musica ?

"Me lo chiedo tutte le mattine anche io! Beh, la linea che ho deciso di seguire è quella del trip hop, soprattutto quello dei Massive Attack, ma ci sono chiari riferimenti ad altri generi, come al prog rock. Con semplici parole definirei la mia musica d'atmosfera, suggestiva e perchè no anche rilassante! La più sincera "recensione" che ho avuto del mio primo EP è stata da parte di una signora in pensione che mi ha riferito che ascolta i miei brani per stirare e per far ginnastica per la schiena."

Chi suona musica pop ha molti concorrenti per emergere, nel tuo caso ?

"Il genere di musica che propongo non è commerciale, siamo in pochi ma in pochi sono davvero bravi. Questo non significa che sia facile emergere, anzi, la qualità è molto alta e sto cercando di migliorarmi in continuazione, dovrei studiare molto e perfezionarmi nella tecnica. Per adesso è stato importante partire con un EP e puntare sull'emozione che riesco a trasmettere. La chiave per emergere è la continuità, la tenacia, non smettere mai di studiare e trasmettere emozioni. Io punterei sui live, per farmi conoscere in Italia".

Progetti o sogni d realizzare ? Un festival, un premio…

"Vorrei andare a Bristol, città natale dei Massive Attack! Purtroppo però non prendo l'aereo! Per ora rimango in Italia e vorrei portare in giro il progetto "Tark Musical-Mente Contaminata" e sperare che un giorno si possa allargare ad altre band, che possa questo diventare un festival e poter suonare con diversi musicisti ogni anno".

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