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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
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La letteratura come progresso. giuseppe pontiggia a vent'anni dalla morte

Nel 2023 ricorre il ventennale della morte di Giuseppe Pontiggia: il CISLE, insieme con Cooperativa Letteraria, Olio Officina Festival e i partner Mondadori, CISESG, BEIC, Scuola di scrittura Belleville, «FuoriAsse – Officina della Cultura»,«Kamen’. Rivista di poesia e filosofia», «Il Maradagàl. Rivista letteraria quadrimestrale illu-strata», ricordano la figura del grande scrittore milanese. Giuseppe Pontiggia sarà celebrato duranti i lavori di Olio Officina Festival che, nel 2023, dedica la sua attenzione a un tema importante e molto attuale: il progresso. L'appuntamento è al Palazzo delle Stelline (Milano) venerdì 3 marzo e sabato 4 marzo.

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Non ci sarebbe nessuna forma di evoluzione né a livello dell’olivicoltura né delle scoperte tecnologiche compiute dall’uomo se non si guardasse al domani con un’idea di progresso, di miglioramento della società, da costruire con lucidità, con un paziente lavoro quotidiano, e tale da coinvolgere una autentica crescita individuale e collettiva: sia etica e culturale sia scientifica e tecnologica. Lavorando appunto «per il sé che coincide con gli altri», secondo le sue parole. Pontiggia, tra gli autori del Novecento, costituisce un modello di grande rilievo per ciò che concerne la narrativa del mondo lavorativo. Nella più intrinseca necessità di rappresentare la società e le sue trasformazioni, Giuseppe Pontiggia, già con il suo primo romanzo La morte in banca, permette di analizzare, attraverso lo studio del quotidiano, le sfaccettature di un’epoca che si avvia verso una nuova direzione di progresso. Affrontare il tema del progresso, vuol dire rivolgere l’attenzione alle macchine, ma anche alle dinamiche sociali, politiche e culturali di un’epoca da esse condizionata. Lo scopo di questa manifestazione non è solo ricordare un grande scrittore del Nove-cento, ma anche ricostruire quella griglia di significati che tratti le questioni particolari e universali di un periodo della storia italiana, della società e le sue trasformazioni. I personaggi indagati da Giuseppe Pontiggia affrontano le stesse fatiche e le solite preoccupazioni. La ripetitività dei gesti permette al lettore di cogliere le sottili differenze o i salti generazionali degli impiegati, così come i mutamenti a volte graduali altre volte repentini. Guardando a due delle opere di Giuseppe Pontiggia, La morte in banca (1959) e La grande sera (1989), si può tracciare una sorta di parabola del mondo della banca. Ne restituisce un esempio lampante Carabba, il protagonista del romanzo La morte in banca, che ben incarna questo processo di sfiducia nei riguardi di una certa quotidianità lavorativa. Riprendendo le parole di Alessandro Ceteroni, che tra gli studiosi di Pontiggia entra nella specificità del tema proposto, da una parte ritroviamo in Carabba un’iniziale entusiasmo nei confronti del progresso e del significato stesso del lavoro in banca, un entusiasmo che, però, via via che si procede nella quotidianità dell’impiegato, giorno dopo giorno, si trasforma sempre più in fatica e preoccupazione, sofferenza e rassegnazione, termini, questi, con cui inizia, al polo opposto del-la parabola, La grande sera, quando il protagonista, senza nome, scompare dallo stesso mondo che aveva accolto Carabba. È possibile partire da questo per trovare già un primo collegamento tra le due opere pontiggiane: La morte in banca intesa proprio come impoverimento culturale, regressione animalesca, rinuncia alle utopie. La grande sera che, al contrario, propone un’immagine astratta della banca, quasi concettuale. Grazie a una presentazione sistematica del personaggio immerso nel mondo del lavoro, Pontiggia costruisce la rappresentazione del profilo dell’impiegato che investe buona parte della letteratura del Novecento. E intanto nuovi spazi, come i locali not-turni, mostrano la mutazione della città durante gli anni Ottanta. Pontiggia è tra quei pochi autori che, insieme con Volponi (Le mosche del capitale), chiudono l’era della letteratura industriale corrispondente al boom economico degli anni ’80. GIUSEPPE PONTIGGIA, 1934 2003. VENT’ANNI DOPO. L’appuntamento è al Palazzo delle Stelline (Corso Magenta, 61) all’interno della cornice di OOF - Olio Officina Festival dal 3 al 4 marzo. In occasione del ventennale della morte di Giuseppe Pontiggia, Cooperativa Letteraria, CI-SLE, CISESG, «FuoriAsse», «Kamen’» e «Il Maradagàl», insieme con OOF e Daniela Marcheschi, organizzano due giornate di studio a lui dedicate e nello specifico al tema Letteratura e “progresso”. Da intendersi nel senso più ampio del termine, sia come Modernità o Postmodernità e suoi sviluppi economico-sociali sia come conquista o avanzamento di altro ordine. L’obiettivo di ogni giornata è quello di indagare in che modo la cultura possa illuminare in maniera nuova l’essere umano, affrontando i molti aspetti delle opere di Pontiggia. Da una parte, come esse siano capaci di raccontare la storia civile dell’Italia e di sondare il ruolo della cultura nella società; dall’altra, come la letteratura sia per Pontiggia quella speciale lente di ingrandimento della realtà, capace di coglierla in ogni suo aspetto e particolare. Pontiggia ha restituito nuova dignità alla letteratura e lo ha fatto in cinquant’anni di scrittura e narrazione di vita italiana: dallo sguardo critico sull’esperienza aziendale a quello sulla bor-ghesia piccola e grande che ne è l’espressione o il contorno, dalla politica ai vezzi e vizi dell’ambiente letterario, dall’analisi dei costumi italiani alla disabilità. PROGRAMMA Venerdì 3 marzo Ore 10. Gli studenti “incontrano” l’opera di Giuseppe Pontiggia Incontro con gli studenti delle scuole. Saranno letti alcuni brani tratti dalle opere di Giuseppe Pontiggia per discutere insieme dei grandi temi che la letteratura è in grado rilevare. Caterina Arcangelo, Antonella Berni, Sara Calderoni , Roberta Meroni, Lorenzo Moretto, Andrea Pontiggia Ore 14.45. Presentazione della sequenza pilota La morte in banca. Giovanni Tinivella Ore 15.30. Scacco al re. La variante di Pontiggia. Con Silvia Tomasi e Roberto Barbolini Ore 16.00. Presentazione della rivista «FuoriAsse – Officina della cultura». Nel 2022, in occasione del Centenario della nascita di José Saramago, la rivista culturale ha realizzato, in allegato al numero, il Dossier a lui dedicato. Un viaggio a ritroso nella vita e nelle opere di José Saramago, con la partecipazione di chi gli è stato più vicino. Interventi di Caterina Arcangelo, Mario Greco, Daniela Marcheschi, Silvia Tomasi. Ore 17.00. Presentazione del fumetto Venere privata (Oblomov) di Paolo Bacilieri. Dialoga con l’autore Roberto Barbolini. Coordina Mario Greco. Sabato 4 marzo Ore 10-12. Seminario di inaugurazione delle attività del ventennale: Giuseppe Pontiggia: Letteratura e “progresso” Relatori: Marco Bellardi, Alessandro Ceteroni, Daniela Marcheschi, Gino Ruozzi Coordina Sara Calderoni Ore 12. Premio Olio Officina per la letteratura a Giorgio Boatti. Presentazione del romanzo di Giorgio Boatti, Abbassa il cielo e scendi (Mondadori). Daniela Marcheschi dialoga con l’autore. Ore 15: 30-18/18:15. Incontro sul tema "Perché questo scrittore è importante oggi? Perché letteratura, editoria, giornali, il mondo del-la cultura tutto, ne avrebbero bisogno?" Intervengono: Alberto Albertini , Roberto Alessandrini, Amedeo Anelli, Roberto Barbolini, Marco Beck, Laura Bosio, Luigi Caricato, Renata Colorni, Guido Conti, Maurizio Cucchi, Nanni Delbecchi, De Bortoli, Paolo Di Stefano, Piero Dorfles, Gian Arturo Ferrari, Mimma Forlani, Antonio Franchini, Edgardo Franzosini, Giulia Ichino, Piero Lotito, Giancarlo Maggiulli, Elena Marinoni Sias, Francesco Napoli, Guido Oldani, Vittorio Orsenigo, Nicola Pedone, Armando Torno, Alessandro Zaccuri

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