Le nuove maglie del velasca calcio come opere d’arte

Le maglie del club calcistico milanese per la stagione 2019/2020, realizzate da Le Coq Sportif e disegnate dall’artista Francesca Belgiojoso, sono state svelate in un percorso culturale, alla scoperta dei maggiori edifici milanesi del cosiddetto “brutalismo”, la Torre Velasca e l’Istituto Marchiondi.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MilanoToday

Milano, 24 settembre 2019. Dopo la presentazione delle maglie della scorsa stagione, una vera e propria istallazione artistica in un vecchio tram, sabato scorso l’AS Velasca ha svelato ai tifosi e al pubblico le due nuove maglie, in un percorso itinerante alla scoperta dei maggiori edifici milanesi degli anni ‘50, tipici del movimento architettonico del “brutalismo”. Le due nuove maglie del Velasca sono state realizzate in edizione limitata da Le Coq Sportif, sponsor tecnico dell’AS Velasca dal 2017 e il design, unico e originale, è a firma dell’artista Francesca Belgiojoso, parente dell’omonimo architetto che disegnò con Peressutti e Rogers il famoso fungo brutalista di Milano, la Torre Velasca, ormai simbolo indissociabile del club. Con questi presupposti la presentazione delle maglie non poteva che essere d’effetto. L’evento si è aperto in mattinata dall’Istituto Marchiondi, progettato dall’architetto Viganò, dove sulla facciata del palazzo in degrado è stata misteriosamente appesa la “maglia Away”. La maglia bianca presenta un collage (composizione di frammenti di torri come ritagli di riviste, cartoline, polaroid, master poster della campagna comunicativa del Milan) che ricorda gli organi interni. Il percorso è poi continuato nel pomeriggio nel centro di Milano dove dalle Terrazze del Duomo si poteva scoprire (con dei binocoli) “la maglia Home, appesa al 24esimo piano dell’adiacente torre Velasca, distante 500 metri. Il Presidente del Velasca, Wolfgang Natlacen, è anche un’artista visivo che vive e lavora tra Parigi e Milano, da qui il logico collegamento tra il club e l’arte. “Dopo aver posato il primo mattone forato nel 2015, attraversato le vicissitudini tra i brand, affrontato la concorrenza cinese e digerito le nostre prime esperienze in F.I.G.C., il Velasca può finalmente concretizzare la sua costruzione. Il club è nato soltanto 4 anni fa, oggi sa camminare, sorpassare le barriere e abbattere i muri”. Ha commentato durante la presentazione il Presidente del Velasca, Wolfgang Natlacen. La maglia del Velasca è inoltre composta da un bollino per le numerazioni che riprende in ologramma la piantina della Torre Velasca vista dall’alto, e di un velcro nero a forma di torre. La toppa del club si trasferisce sul dorso della maglia dove spunta un nuovo font, a cura di Francesco Fioretto. Infine, anche il kit risulta ancora più particolare, perché tutte le maglie sono accompagnate da una bustina con dentro tre “Velaschine” da applicare sul velcro. Su ogni bustina sono state riportate le percezioni e interpretazioni dei giocatori velaschiani che hanno risposto alla domanda: “Cosa rappresenta per te la Torre Velasca?”. Il Tour è terminato presso la Torre Velasca, con un momento di festa condiviso tra i tifosi e alcuni giocatori del Velasca. L’AS Velasca quest’anno potrà contare sulle collaborazioni artistiche di artisti di fama internazionale: Kendell Geers, Thomas Wattebled, Jay One, Stephen Dean, Jeanne Susplugas, Haijun Park, Pascale Marthine Tayou e i musicisti Arden Day & Vysocky e Adrien Soleiman. Oltre ai cuscinetti per i tifosi reallizati da Jay One e intravisti sabato scorso sul marmo del Duomo, tra i nuovi objets utiles in arrivo sono stati preannunciati delle scarpe Blazon, dei cappellini Le Coq Sportif, una nuova fascia per il capitano e una panchina dedicata non più ai giocatori ma agli artisti.

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